L’80 per cento di chi è sbarcato in Italia era un finto profugo: scrocconi finiti in hotel che hanno arricchito le coop

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Questo significa che negli anni scorsi abbiamo mantenuto nel tempo, a rotazione, oltre 700mila clandestini in hotel e appartamenti che non ne avevano diritto: sia chiaro, nessuno di quelli che sbarca ha questo diritto, ma nigeriani e pakistani ancora meno degli altri.

Nel 2020, con ancora i decreti sicurezza attivi, ‘solo’ il 21% dei richiedenti asilo ha visto accettata la propria domanda. Sia chiaro: non tutti sono veri profughi in fuga da guerre, ma trovano magistrati ideologicamente corrotti che li aiutano nella loro permanenza in Italia, nonostante non ne abbiano diritto.

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Rimane il fatto che l’80 per cento di chi sbarca e ha fatto richiesta – non tutti, quindi il numero globale degli accettati è ancora più basso – si è visto respingere la richiesta. Clandestini per legge.

Questo vuol dire un importante aumento della presenza di irregolari nel nostro Paese. Conte ha ‘risolto’ la cosa con una sanatoria di massa camuffata da ‘regolarizzazione di badanti’: tutti maschi nordafricani. Quali potrebbero essere le prossime strategie di Mario Draghi per superare il problema? Non a caso il nuovo premier nella sua prima al Senato ha parlato di rimpatri.

È di 79.938 il numero degli scrocconi che al 31 dicembre del 2020 si trovavano ospitate in strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale: hotel e appartamenti. Di questi, 54.343 nei centri di prima accoglienza, mentre i rimanenti 25.574, nelle strutture di secondo livello.

Nonostante i numeri cosi elevati sono state solamente 26.551 le richieste d’asilo avanzate nel corso di tutto lo scorso anno. Quest’anno aumenteranno con la ‘legge Kabobo’ voluta dal Pd che ha ripristinato la famigerata ‘protezione umanitaria’.

Tra gennaio e settembre del 2020 sono state esaminate complessivamente (tenendo conto anche di richieste pendenti degli anni precedenti), 29.547 richieste di protezione. Da qui solamente nel 21% dei casi è stato riconosciuto lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria.

I dati dimostrano come la stragrande maggioranza di chi sbarca non ha i requisiti per rimanere. Vuol dire quindi che vengono avviati ogni anno nel circuito dell’accoglienza molte persone che non hanno poi realmente il diritto di asilo. Ma intanto voi in questi anni li avete mantenuti: parliamo di quasi un milione di persone negli ultimi anni. Tutti scrocconi che hanno arricchito le coop vicine al PD, che infatti ha ripristinato la mangiatoia abrogando i decreti sicurezza.

Nel 2020 la tendenza al respingimento della domande di asilo è stata più marcata: “Negli anni precedenti – ha spiegato su IlGiornale.it il professore universitario Maurizio Ambrosini – la percentuale di domande accolte si aggirava intorno al 40%. Adesso è molto più bassa”. Ad influire su questi dai nel 2020 sono state le norme più severe in tema di accoglimento delle domande: “I decreti sicurezza del 2019 – ha proseguito Ambrosini – hanno tolto la protezione umanitaria, che era la fattispecie più riconosciuta quando venivano accettate le domande di asilo”. La fattispecie che trasformava i nigeriani come Oseghale da clandestini in clienti delle coop.

Le richieste d’asilo non necessitano di termini lunghi per il loro esame: ad allungare i tempi sono gli uffici carichi di richieste cumulatesi nel tempo e che gli impiegati non riescono a gestire perché in pochi. Buona parte delle domande inoltre riceve anche il diniego delle Commissioni territoriali chiamate ad esprimersi in prima istanza aprendo il successivo ricorso alle Sezioni Immigrazione. Ed ecco che si genera il tappo: se aumentano i ricorsi cresce anche la quantità di lavoro da smaltire e quindi le pendenze. Da qui il motivo del ritardo da parte dei tribunali nelle concessioni delle richieste d’asilo. Nel 2020 le pendenze registrate hanno superato la metà dei due anni precedenti. Se l’arrivo dei migranti in Italia dovesse seguire il trend dello scorso anno la situazione potrebbe pericolosamente peggiorare.

E voi pagare i ricorsi.




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