La matematica è razzista: “la bravura in matematica nasconde pregiudizi razziali”

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Alla fine, l’antirazzismo è una patologia mentale che andrebbe curata in modo appropriato. Nulla di più e nulla di meno. Per le élite è un modo per manipolare le masse e per le cosiddette minoranze, invece, è un metodo per incassare.

Quanto fa sei per nove? E radice di due? E zero fratto infinito? Pensateci bene prima di rispondere; c’è il rischio che offendiate qualcuno. La nuova ambizione della civiltà americana, infatti, è di istituire una matematica antirazzista: gli ultimi sono stati i funzionari del ministero dell’istruzione dell’Oregon, che hanno annunciato linee guida per evitare ogni discriminazione nell’insegnamento della materia. Ebbene, non sono impazziti. Già qualche anno fa una docente dell’Università dell’Illinois aveva ammonito che un’eccessiva insistenza sul teorema di Pitagora e sul pi greco potesse condurre alla convinzione che la matematica fosse un prodotto dell’Occidente, ragion per cui “chi è bravo in matematica viene generalmente percepito come bianco”. Ma anche riviste accademiche come gli “Educational Studies in Mathematics”, pubblicati da Springer, citano con grande compunzione studi secondo cui “l’insegnamento della matematica contribuisce all’oppressione di bambini neri, immigrati e indigeni”.

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È un bel problema. Con un po’ di sforzo si può espungere ogni contenuto vagamente razzista dai programmi di storia, di letteratura, di arte, di filosofia, di musica; ma dove si scova il razzismo intrinseco alle tabelline? Lo spiega un lungo documento dell’associazione Todos: per evitare discriminazioni, gli insegnanti devono “introdurre la giustizia sociale nell’insegnamento della matematica”, dapprima “riflettendo su come siamo tutti toccati dal trauma razziale”, quindi “andando incontro ai bisogni emotivi degli studenti di matematica”, prendendo in considerazione gli aspetti “dinamici, politici, storici e relazionali” della materia, invitando i genitori degli alunni a partecipare attivamente alle lezioni, coinvolgendoli nella valutazione dei figli, ma soprattutto riconoscendo che “l’ideologia bianca permea l’insegnamento della matematica” e quindi “la bravura in matematica nasconde pregiudizi razziali”. Solo così potremo creare un mondo perfettamente egualitario, in cui nessuno sappia risolvere un’equazione di secondo grado.




15 pensieri su “La matematica è razzista: “la bravura in matematica nasconde pregiudizi razziali””

  1. Per un certo periodo ho insegnato fisica, poi visto che trombavo tutti mi retrocessero ad insegnare matematica, i figli dei medici sono i piu’ idioti di tutti, a seguire i figli degli avvocati, i bravi erano i figli della gente semplice, i piu stupidi i negri, mi ricordo di un baluba che come ambizione voleva fare l ingegnere alla ferrari, gli italiani idioti erano presi dietro a coglioni che giocavano a pallone l unica loro ambizione era entrare in fabrichetta a fare i tornitori, ho pensato e’ la volta buona che mi e’ toccato rangjajugia, ho, pensato che culo, come l ho interrogato ho capito che oltre che a fare il cazxo del, parassita non era buono neppure ad addrizzare le banane a casa sua, lo feci ritirare dopo 2 mesi,…..i migliori furono tre cinesi…… probabilmente saranno stati loro a fare il Corona chan

    1. Per precisione, rangjajugia era un pecoraio indiano, dell india, un grande matematico come gauss se non superiore ed altri assolutamente autodidatta, contro questi nessuno e’ razzista, uno diventa razzista grazie alle idee demenziali di gente alla sboldracca, se gli arabi non avessero l’Islam sarebbero persone per bene

    2. Gli asiatici sono molto dotati nelle discipline scientifiche. Spesso molto più di tanti europei.

      Sono bravissimi ad apprendere, basti pensare al fatto che ormai pure loro da anni sanno costruire le automobili. Poi non solo, ci sono produzioni come gli elettrodomestici e l’elettronica in cui noi occidentali siamo ormai solo i designer e ingegneri, ma non li costruiamo, li costruiscono loro.

      Ai ne(g)ri di essere dotati a livello intellettivo non gliene frega nulla, gli interessa solo essere dotati sessualmente, perché sono una specie che non si è evoluta, rimasta all’età della pietra. Poi tra l’altro sono un incrocio tra l’homo sapiens e le scimmie. Non capisco come molte fabbriche del Nord li assumano come dipendenti.

      1. Non voglio offendere, ma Cmq liceo classico la matematica di ferma a quello che gli eschimesi insegnano agli africani nelle cspanne, e non mi sembra molto!… ho studiato in un itis, feci le equazioni differenziali alla cauchy che non feci neppure ad ingegneria

  2. Pagella di haunebu:matematica -1;italiano 8, inglese 7-8;francese idem: ginnastica 9, chimica 5(10 su materiali pirotecnici), storia 7, geografia 8, condotta…abbastanza scaltro da non venire sospeso mai, religione…vabbè, razzismo teorico ed applicato 10 e lode con menzione e borsa di studio x bergen belsen.

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