Ammazzato a 92 anni da immigrato per salvare una donna: Mario Romano Mantegazza ucciso anche dai giornalisti

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Mario Romano Mantegazza. Ucciso un anno fa a 92 anni per avere difeso una donna da un immigrato. L’ultimo gesto eroico di una vita controcorrente. Un gesto cancellato dai media perché ‘scorretto’, perché “non si deve sapere che gli immigrati uccidono”.

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“Aveva vissuto la guerra, non aveva paura di difendere i suoi ideali, aveva un grande senso dello Stato”, ricordano oggi i suoi figli.

La Spezia, febbraio 2020. Mario Romano Mantegazza aveva da poco assunto una badante. La donna viene aggredita da un romeno di 45 anni. Il delinquente forza la finestra e riesce ad entrare nell’abitazione, iniziando a picchiarla.

Mario Romano Mantegazza decide di intervenire. Ha novantadue anni ma non può stare a guardare. Non è uno di quei giovinastri di oggi che sta chiuso in casa mentre l’Italia viene pestata, ogni giorno, da sbandati e clandestini.

Così Romano si scaglia contro il romeno, proteggendo la donna e, purtroppo, attirando su di sé la violenza dell’immigrato: viene pestato. Viene pestato e spinto a terra. Perde i sensi e molto sangue. Un massacro. Parte la corsa verso il Pronto Soccorso, dove inizia il calvario dell’ex combattente della Repubblica Sociale Italiana, che rimarrà ricoverato per 16 giorni in prognosi riservata. Prima di morire, nella notte tra il 28 e il 29 febbraio.

E’ la donna a rivelare immediatamente l’eroico gesto di Mario Romano Mantegazza, ma il circo mediatico non ne parla: un italiano ucciso da un immigrato non deve fare notizia.

Nel frattempo l’aggressore, arrestato dai carabinieri, viene rimesso in libertà e si dà alla latitanza. Una fuga che dura 50 giorni, finita grazie ad un mandato di cattura internazionale. Estradato in Italia dalla Romania lo scorso giugno, finisce nel carcere di Rebibbia. Per quanto?




7 pensieri su “Ammazzato a 92 anni da immigrato per salvare una donna: Mario Romano Mantegazza ucciso anche dai giornalisti”

  1. Mantegazza era pure “famoso” a modo suo. C’è in un sacco di foto perchè il duce nel 44 era salito sul suo carrarmato.

    Arrivederci camerata Mantegazza. Spero di incontrarti quando avrò cose da raccontarti.

  2. Gli hanno contestato solo il preterintenzionale… Se va bene si farà un paio d’anni di carcere, se va molto bene. Peccato il tempo divori così gli uomini, sarebbe finita con un necrologio diverso se vi fosse stato il Mantegazza a bordo di quel carro armato. Chi lo avrebbe mai detto a uno nato e cresciuto nell’orgogliosa Italia fascista che sarebbe morto per il male delle società odierne, l’immigrazione.

    1. Il problema principale sono i due pesi e le due misure come prassi di una certa magistratura; se un allogeno fa del male ad un italiano, la giustizia sembra avete un occhio di riguardo per questi ultimi.
      Se un italiano si difende, rischia invece di passare la vita giocando a carte con Bossetti e Traini.
      Non dimentuchiamo la stampa; se il delitto Monteiro fosse avvenuto a parti inverse tu credi che ne avrebbero parlato per settimane e settimane?

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