Stuprata e messa incinta in Italia dal padre pakistano: costretta ad abortire 3 volte

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Omicidio di Azka Riaz, confermato l’ergastolo. E’ arrivata ieri la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Ancona nel processo a carico di Muhammad Riaz, il muratore pakistano 46enne accusato di aver ucciso la figlia 19enne Azka la sera del 24 febbraio 2018 a Trodica di Morrovalle colpendola e lasciandola in strada al buio e sotto una pioggia battente poco prima che un’auto la investisse. L’uomo è accusato anche di violenza sessuale nei confronti della figlia 19enne e maltrattamenti in famiglia nei confronti di lei, della sorella e dei due fratelli, tutti minorenni all’epoca dei fatti e che avevano vissuto con il padre prima a Montelupone poi, a seguito del terremoto del 2016, a Recanati.

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Azka Riaz, ragazza pakistana. Viveva a Trodica di Morrovalle, provincia di Macerata. E l’avvocato Paolo Carnevali, che cura gli interessi degli altri figli del padre, Muhammad Riaz, ha rivelato particolari agghiaccianti: la ragazza era costretta a lasciarsi violentare dal padre per evitare che si accanisse sulla sorellina più piccola.

La ragazza sarebbe anche stata costretta ad abortire per ben tre volte, con alcune medicine che si faceva mandare dal Pakistan. La famiglia aveva già combinato un matrimonio alla sorellina di Azka, quando aveva appena 9 anni: la bimba era scappata e al suo ritorno era stata picchiata.

Le due sorelle non potevano essere aiutate da nessuno, così la 19enne si offriva al padre per salvare la più piccola. L’avvocato che difende l’uomo, dal canto suo, ha spiegato che il padre della vittima non ricorda dell’omicidio «perché beveva molto. I bambini invece hanno confermato tutti: uno ha sentito le minacce ad Azka se rifiutava di avere rapporti, un altro li aveva visti dal buco della serratura». La mamma, che vive in Pakistan, aveva promesso alla figlia che sarebbe tornata a sistemare le cose: ma non ha avuto il tempo di farlo.

Questi, in Italia non ci devono entrare.




8 pensieri su “Stuprata e messa incinta in Italia dal padre pakistano: costretta ad abortire 3 volte”

  1. Faccio notare che era un muratore. Come i muratori immigrati da 4 soldi buoni a niente che tanta gente fa venire a casa propria per risparmiare soldi. Perlopiù sono crminali e alcolizzati, che tengono d’occhio le abitazioni dove lavorano, studiano tutto il nucleo familiare, e alla prima occasione zacchete!!! E quei pochi soldi risparmiati ve li infilate nel culo poi…

    1. È vero quello che dici ma tu conosci italiani che lavorano la pietra a spacco come una volta? In Liguria se hai necessità gli unici a farlo sono quelli dell’est. La riviera di levante è uno spettacolo, lavori fatti da loro, muri a secco come se fossero costruiti nell’800′. Mi spiace incensare e indubbiamente c’è il rischio che là dove hanno lavorato vadano successivamente a rubare. Gli italiani dovrebbero seguire corsi di “aggiornamento” e tenere prezzi più equi, negli ultimi anni i lavori eseguiti da italiani da me ingaggiati per normali restauri erano di infimo ordine e considera che stavo in cantiere no stop a vigilare, andavo a comprare il materiale e quando tornavo mi ritrovavo questi che fumavano (normali sigarette) dopo aver fatto cazzate di ogni genere, in fatto di tecniche fallimentari. Tutto per non voler usare manodopera straniera, si intende.

  2. Eh, la colpa è di Shalvigni, che ha creato un clima d’odio e quindi i bover negri berseguidadi vivono nel trauma quotidiano di non essere accettati dai bianchi rassisti e così si mbriacano e poi chiavano le figlie… E’ umano… Capiamoli.

  3. Quattro cose :
    1) non dovrebbero stare da nessuna parte del mondo,
    2) scommetto che l’uomo è islamico e nell’Islam sono banditi gli alcolici, anche il semplice bicchiere di vino. Guarda a caso quando commettono questi reati sono ubriachi, o drogati od entrambe le cose.
    3) per l’islam la donna è importante, sacra. Se è così come mai che le donne, sin da giovani.
    , non possono decidere di crearsi un futuro?
    4) come si fa ad assegnare un avvocato ad un elemento del genere? Se è a questi bisogna dare la cittadinanza da subito, (togliendolo un pochino a noi), come diceva un’attrice “annamo bene, proprio bene”.
    Bene, si fa per dire, però loro (buonisti) lo vogliono fare lo stesso

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