La censura non ferma i difensori dei bimbi non ancora nati

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Filippo Bianchi, Consigliere comunale di Bergamo scrive a Vox:

“Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta, stop aborto.” Questo lo slogan riportato sui camion vela che circoleranno anche a Bergamo e provincia, grazie a Pro Vita & Famiglia Bergamo e altre sei associazioni locali. Si tratta di un’affermazione razionale che non può essere contraddetta, vedremo se anche questa volta il volontarismo nazi-femminista e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori tenteranno in qualche modo di censurare e negare la verità e la libertà di espressione. A tal proposito è già trascorso un mese e mezzo da quando depositavo un’interpellanza urgente, rivolta al Sindaco di Bergamo, per ottenere chiarimenti in merito al suo grave abuso ai danni della libertà di espressione e della difesa della vita e della salute della donna, attraverso l’ideologica censura di regolari manifesti, avvenuta nel mese di dicembre scorso. Purtroppo anche l’interpellanza è stata censurata e giace in attesa di risposta, come Bergamo giace in attesa di uscire da questa dittatura.

Segnalo inoltre che sul pezzo intitolato “Difesa della vita oltre i diritti”, pubblicato domenica 8 febbraio sul quotidiano della Diocesi di Bergamo, a firma Andrea Valesini, vi sono anche delle gravi lacune. Attraverso tale articolo, solo in apparenza a favore del diritto alla vita del concepito, tra le altre cose passa anche che l’aborto sarebbe un fenomeno in costante calo, ma non è vero. Il calo del numero di aborti chirurgici infatti è più che rimpiazzato dal parallelo costante aumento, non menzionato, degli aborti chimici, attraverso le pillole abortive Norlevo, EllaOne ed RU-486, utilizzate sino alla nona settimana di gravidanza. Pertanto l’aborto, oltre a rappresentare la più grave aggressione ai diritti umani, è anche un fenomeno in costante aumento, contrariamente a quanto riportato su L’Eco di Bergamo in occasione della “43° Giornata nazionale per la Vita”. A tal proposito segnalo un recente approfondimento, proprio sulla pratica dell’aborto chimico, con gli interventi del Presidente della Marcia nazionale per la Vita, Virginia Coda Nunziante, e del Consigliere comunale di Firenze, Andrea Asciuti: La Ru-486 fa della donna il sarcofago del figlio.




7 pensieri su “La censura non ferma i difensori dei bimbi non ancora nati”

  1. La boldrini è la bonino si staranno strappando i capelli per la disperazione. Poverette, visto che la bonino è contro la vita, perché si cura? Che senso ha curarsi, se viene definito accanimento terapeutico? Potrà essere una domanda sgradevole la mia, ma questa è la realtà, odiano la vita degli altri, ma la propria è sacra.
    In questo caso si può dire “incoerenti”.

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