Bimbo stuprato dall’immigrato, la mamma: “Gli avevo detto di fidarsi dei migranti”

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Non lasciate che i vostri figli siano vittime del buonismo propagandato dagli accoglioni. Un giorno potreste pentirvene.

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Come la mamma di Goran. Era una donna disperata, distrutta dai sensi di colpa.La madre del bambino di 10 anni, violentato da un profugo iracheno in una piscina austriaca, pentita e col senso di colpa di avere insegnato ai propri figli a fidarsi ed essere accoglienti con i migranti.

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Il migrante si era difeso dicendo che aveva una ‘emergenza sessuale’, la donna ha definito la ‘difesa’ del profugo come ‘semplicemente mostruosa’.

La madre del bambino, che è arrivata in Austria negli anni ’90 dalla Serbia, ha detto di avere sempre insegnato ai suoi cinque figli di offrire la stessa ospitalità ai nuovi arrivati ​​che lei stessa aveva ricevuto. Ma non tutti gli immigrati sono uguali, conta la natura. Conta da dove vengono. E gli attuali immigrati vengono da luoghi dove donne e bambini sono semplicemente oggetti o prede sessuali.

La donna ha confessato di essere profondamente pentita per avere insegnato ai propri figli ad essere accoglienti con i migranti.

Il bambino, Goran, dovette essere ricoverato in ospedale con ferite gravi e sua madre raccontò che suo figlio pianse ogni notte dopo la violenza.

Ricordate che i pregiudizi aiutano i bambini ad evitare ‘problemi’




14 pensieri su “Bimbo stuprato dall’immigrato, la mamma: “Gli avevo detto di fidarsi dei migranti””

  1. Manco della mamma ci puo’ findare di questi tempi.

    A me papa’ e mamma mi dicevano di non parlare con gli sconosciuti, e allora erano gli anni ’80 quando di negri in giro se ne vedevano zero o quasi.

    1. Eh, ma sai… Oggi tutti si devono dimostrare “moderni” e “senza pregiudizi, un pò per paura della critiche del vicino perbenista, un pò per raccattare magari qualche applauso nei “social” e dalla loro coscienza di fondamentali razzisti: più di quelli che lo sono dichiaratamente.

  2. Giuro che ce la cambierei questa epoca con gli anni ’80.Non mi mancheranno ne’ il web e ne’ gli smartphones : si viveva comunque!
    Anche io sono cresciuto negli anni ’80 e la mia formazione informatica la devo a quel periodo, tra Commodore, Olivetti e le raccolte della Jackson Libri.

    1. A chi lo dice… La nostaglia di quell’epoca mitica e’ immensa. I bambini che giocavano in strada, i film, le serie tv, i cartoni animati, la musica, ecc. Era un ambiente culturale fantastico.
      In piu’ nel’87 diventammo la Quinta potenza economica mondiale. E non da ultima la liberta’ che si aveva allora.

    2. Il problema non sono smart o web: c’erano già allora, cell e internet. Il problema è l’entrata in vigore del piano d’inversione demografica delle elite maltusiane e globaliste. A essere eliminate dovrebbero essere solo loro: allora si che si vivrà meglio.

      1. Negli anni 80 c’era Arpanet.
        La rete non era per i “normies”.
        E non c’era gente chinata sugli smartphones tutto il dì. Semplicemente per il clou della tecnologia digitale non valicava le mura di case e uffici.

    3. Anche io ritornerei agli anni ottanta. Sarei più giovane, ci sarebbero ancora i miei nonni, due zii speciali, la spensieratezza di quando si andava alle scuole elementari, maggiore genuinità delle persone e tanta sicurezza. Ma tanta sicurezza, poi in paese ti conoscevano tutti e se avevi bisogno non c’erano facce strane….

  3. Io faccio di tutto xché mio figlio la viva quell’epoca d’oro ma nonostante abbia trasformato la casa in una sorta di arca ferma a quel tempo, é il mondo esterno il problema.
    Dovevamo fermarci là, sulla vetta e invece siamo precipitati all’inferno, grazie ai kompagni che malediro’ in eterno!!!

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