Prima la bastonano e poi la stuprano in tre: ragazza disabile segregata da gang

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Violentata e poi ricattata. Con l’obiettivo di costringerla a denunciare il padre per abusi sessuali. La vittima è una giovane donna di 22 anni di Maddaloni, affetta da problemi cognitivi. Nella gang degli orchi anche una donna di 35 anni, finita in manette con due uomini di 64 e 35 anni. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona, lesioni, revenge porn e stalking. Le indagini della polizia di Caserta , coordinate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, sono scattate dopo la denuncia di scomparsa della ragazza presentata del padre al commissariato. Due giorni dopo, la giovane è rientrata a casa, accompagnata da uno degli arrestati. Gli investigatori, con l’aiuto di una psicologa, sono riusciti a far raccontare alla ragazza quanto avvenuto: era stata portata nell’abitazione di uno dei tre e poi violentata e picchiata con un bastone. Sul telefono di uno degli indagati sono stati trovati i video degli abusi sessuali che i tre si scambiavano tra di loro in chat, ma anche video in cui i tre avevano tentato di far dire alla 22enne di essere stata vittima di abusi sessuali da parte del padre, approfittando dei suoi gravi problemi cognitivi.

E’ tipico dei regimi totalitari tenere i pluripregiudicati a spasso mentre si arresta chi scrive o dice cose contro il potere costituito. Del resto, un Paese dove è vietato votare fino a che non lo decide il Pd e dove il Pd governa per la quarta volta in sei anni senza avere vinto un’elezione non è un Paese democratico. Dobbiamo riprendercelo e riportare l’ordine naturale delle cose al governo: in galera chi stupra, liberi i dissidenti.

Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, coadiuvati dal personale del Commissariato di Maddaloni, hanno eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale sammaritano, nei confronti di tre pluripregiudicati, due uomini ed una donna: I. P. (64enne), C. F. (35enne) e V. M. (41enne). Tutti e tre gli indagati sono ritenuti responsabili dei reati di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona, lesioni, “revenge porn” e stalking. Delitti commessi ai danni di una 22enne affetta da grave deficit cognitivo.

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Il provvedimento restrittivo è stato emesso al termine di un’articolata e complessa indagine, svolta dagli investigatori della Sezione specializzata della Squadra Mobile di Caserta per i reati contro la persona, sotto la direzione della Procura sammaritana. Le dichiarazioni accusatorie della vittima, adeguatamente riscontrate da numerosi elementi, video ed accertamenti tecnici-scientifici, hanno consentito di ricostruire un quadro probatorio granitico nei confronti dei tre indagati. L’attività investigativa è partita dalla denuncia di scomparsa della vittima, presentata dal padre presso il Commissariato di polizia di Maddaloni. Nell’immediatezza, gli investigatori hanno attivato le ricerche della giovane donna che, solo dopo diversi giorni è stata rintracciata presso la propria abitazione, dove era stata accompagnata da uno dei suoi aguzzini.

Il Pubblico Ministero, congiuntamente al personale specializzato della Squadra Mobile casertana, attraverso la modalità dell’audizione protetta e con l’ausilio di una psicologa, ha proceduto ad escutere celermente la giovane vittima e, dal suo preciso racconto, è emerso che nei giorni precedenti i tre indagati, appofittando delle condizioni di minorata difesa della ragazza, affetta da ritardo intellettivo e cognitivo, l’avevano indotta a seguirli nell’abitazione di uno di loro; lì l’avevano tenuta segregata e costretta a subire abusi sessuali, dopo averla picchiata con un bastone di legno e privata del telefono cellulare. Tali dichiarazioni sono state riscontrate attraverso la perquisizione dell’appartamento in uso ad uno degli indagati, dove sono stati effettuati i rilievi da parte della Polizia Scientifica nonché attaverso il sequestro dei telefoni cellullari in uso ai tre aguzzini e di altro materiale informatico.

L’esame del telefono cellulare di uno degli autori ha consentito di estrapolare alcuni video che documentavano univocamente le violenze sessuali perpetrate in danno della ragazza. Ulteriori video hanno dimostrato il tentativo dei tre criminali di indurre la ragazza a denunciare suo padre di inesistenti abusi sessuali, approfittando delle sue condizioni di minorata capacità cognitiva. I video, unitamente ad altro materiale, sessualmente esplicito, che ritraeva la vittima, sono stati persino scambiati e diffusi tra gli indagati, senza il consenso della parte offesa. Sulla base degli univoci elementi di prova raccolti, la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto, dall’ufficio del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la misura cautelare della custodia in carcere per tutti e tre gli indagati. Questa mattina all’alba, la misura è stata eseguita, gli arrestati sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni per poi essere condotti, i due uomini, presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, mentre la donna presso il Carcere di Pozzuoli (Na).




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