Flop espulsioni: i clandestini sono rimasti tutti in Italia – VIDEO

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E dallo scorso anno è cambiato nulla. Su oltre 40mila arrivati in Italia ne sono stati ‘ricollocati’ meno di mille.

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Il governo senza maggioranza non ne ha imbroccata una. Particolarmente su immigrazione e pandemia. Noto è il record sugli sbarchi, triplicati da quando Lamorgese ha sostituito Salvini.

Meno noto è il flop sui cosiddetti ‘ricollocamenti’, sistema attraverso il quale avremmo dovuto ‘condividere’ i clandestini con gli altri Paesi Ue.

Il sistema dei ricollocamenti. Sono 920 i migranti ricollocati in tre mesi: un numero esiguo se si considera che gli immigrati sbarcati nell’anno appena concluso sono circa 34mila. Ma neanche in questa circostanza c’è stato un mea culpa, anzi, il contrario. Il ministro Lamorgese ha provato a difendere questi numeri ritenendoli come un passo avanti rispetto agli anni precedenti: “Prima dell’accordo di Malta – ha affermato con sprezzo del ridicolo – avevamo 125 ricollocati, dopo l’accordo sono state ricollocate 920 persone, un incremento del 90%. L’accordo di Malta funzionava e si è bloccato a seguito dell’emergenza covid”.

Insomma, quarantamila sbarcati e mille ricollocati da quando governano.

Ecco che gli accordi di Malta tornano ad essere utilizzati come scudo di difesa per tutelare le frammentarie operazioni poste in essere. Ma è ormai superfluo ribadire come quelle proposte in tema di ricollocamenti automatici siano trasformate in carta straccia anticipando già quello che sarebbe accaduto in seguito. Non sarebbe meglio quindi introdurre un piano differente? Forse lo ha capito lo stesso ministro: “Il processo dell’immigrazione- ha dichiarato-non è un processo per cui esistano ricette facili perché non dipende soltanto dal Paese Italia, ma anche dagli altri Stati europei. Serve un approccio differente”.




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