Raccolta fondi Caritas per favorire arrivo in Italia di centinaia islamici bloccati in Bosnia – FOTO

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Immaginate l’associazione amici di Zeus che nel 480 avanti Cristo raccoglie fondi per aiutare i poveri soldati persiani ad arrivare prima alle Termopili. Li avrebbero linciati. Qui, invece, il cosiddetto ‘Stato italiano’ permette ad un’entità che facilita l’arrivo di nemici sul nostro territorio, e poi li aiuta a rimanerci, con innumerevoli casi di stupro, furto e assassinio, di agire indisturbata e legalmente. Viviamo un’epoca più demenziale che tragica.

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Di fronte all’aggravarsi della cosiddetta ‘emergenza umanitaria’ lungo la rotta balcanica che solo l’anno scorso ha portato oltre quattromila maschi islamici in Italia, la Caritas diocesana di Cagliari, su indicazione dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, promuove una raccolta fondi per sostenere l’intervento portato avanti da Caritas Italiana a favore dei clandestini bloccati nel campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia. Così, per loro, sarà più facile arrivare in Italia: che è il loro obiettivo.

Si tratta di circa 900 giovani maschi islamici in età militare che dopo avere bruciato la struttura che li ospitava, vivono, dice la Caritas, in una “situazione di estrema precarietà, aggravata dalle difficili condizioni metereologiche”.

Caritas Italiana sta intervenendo con la distribuzione di cibo, di abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e di legna da ardere, per consentire ai migranti di scaldarsi grazie alla solidarietà di molte persone. “Di fronte a tale emergenza – sottolinea il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai – non si può stare a guardare, ma occorrono interventi concreti di solidarietà, sperando che, oltre a essa, ci sia una presa di coscienza politica capace di trovare una soluzione per queste persone bloccate alla frontiera balcanica.

Ricordiamo alla Caritas, che ha già sulla coscienza diversi italiani uccisi da immigrati clandestini che loro ospitavano, che non parliamo di disgraziati fuggiti dalla guerra in Bosnia, ma di pakistani che hanno attraversato decine di Paesi, a pagamento, per venire ad invadere i nostri territori. Invasori, non vittime. Del resto, basta vedere la foto diffusa per sostenere la raccolta fondi (in alto).

E poi, hai detto una città ricca, parliamo di Cagliari, con centinaia di giovani disoccupati costretti all’emigrazione. Vergogna.




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