Muore senzatetto italiano in città che ha accolto 20mila clandestini: da anni viveva in auto

Condividi!

E’morto in ospedale nel periodo natalizio, ma nessuno ne ha reclamato la salma. La triste storia riguarda un uomo di Agrigento, che fino a qualche anno fa viveva all’interno in un’auto e che era anche assurto agli “onori” delle cronache per la sua vita difficile. Una vicenda di povertà e di emarginazione come tante ce ne sono nella nostra cittàper quanto le stesse rimangano troppo spesso fuori dal dibattito cittadino.

VERIFICA LA NOTIZIA

Volendo ripercorrere gli aspetti “burocratici” della vicenda, era il 23 dicembre quando l’Asp comunica a Palazzo dei Giganti che l’uomo, 57 anni, era deceduto e che nessun familiare ne aveva reclamato il corpo. L’Azienda quindi sollecitava il Comune a trovare una soluzione per la sepoltura.

Il Municipio si è così attivato usando delle risorse (in totale 900 euro), come spesso avviene in caso di persone bisognose o prive di parenti, per donare una cassa con cui tumulare il corpo anche se, come noto, le operazioni di sepoltura sono al momento sospese in assenza di loculi al cimitero di piano Gatta.

Una storia come tante, in una città che ha per molto tempo dimenticato i più bisognosi. Ma che, intanto, ha ospitato decine di migliaia di clandestini solo nel 2020.

Sono, infatti, 20.972 i clandestini sbarcati sulle coste agrigentine nell’anno passato e subito accolti in hotel e strutture di accoglienza. Un dato che registra un incremento di 15.768 rispetto al 2019, dove gli extracomunitari arrivati erano 5.204

Insomma, l’Italia accoglie giovani maschi afroislamici, e lascia morire senza una bara un povero suo figlio, stato di merda.




Un pensiero su “Muore senzatetto italiano in città che ha accolto 20mila clandestini: da anni viveva in auto”

  1. Come spesso accade, quello che mi colpisce non è la notizia in se ma i dettagli, oggi è il rigo dove specifica che sempre più cimiteri siano pieni al punto di non poter ospitare salme. Il classico turnover permetteva di smaltire, se non è più così mi chiedo: che fine fanno gli stranieri che passano a miglior vita in Italia? Vengono spediti a nostre spese o a pagare è famiglia che li richiede? Se fosse a carico nostro saremmo tenuti all’oscuro di questo grande traffico ma le resse di cui parla l’articolo non si verificherebbero…o si… e a morire sarebbero praticamente solo gli italiani. Mi pare che i dati che sono in nostro possesso, circa il numero di morti, che non sarebbe aumentato rispetto agli anni passati, sono da considerarsi assolutamente inattendibili.

Lascia un commento