Il progetto della sinistra europeista: case prima a rom e immigrati

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In questi giorni si sta svolgendo la sessione Plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles e tra gli argomenti dei lavori d’Aula vi è un dibattito sulla relazione “Alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti” elaborata dalla deputata dei verdi Van Sparrentak.

L’europarlamentare Stefania Zambelli del Gruppo Identità e Democrazia nel suo intervento ha ribadito l’importanza del diritto alla casa e alla proprietà, affermando come “essi sono diritti alla base della nostra società, e dovrebbero essere sempre garantiti. Tuttavia, in tempo di crisi sociale come quella che stiamo vivendo, non è più una certezza per tutti, con un numero di persone ridotte alla fame e alla povertà in continua crescita.”

“L’edilizia popolare non è una prerogativa di tipo comunitario – ha proseguito l’on. Zambelli – infatti le politiche abitative rimangono saldamente una competenza nazionale e, di conseguenza, i dati così come la natura dei problemi abitativi in Europa variano sensibilmente da Stato a Stato. Sono dunque necessarie strategie nazionali aggiustate ai bisogni e ai problemi dei singoli territori, in cui l’Europa non deve entrare nel merito.
Credo che l’Europa abbia altro a cui pensare ora, anziché mettere paletti e condizioni per l’assegnazione degli alloggi popolari privilegiando Rom ed extracomunitari”.

Infatti, conclude l’onorevole Zambelli: “Arginando l’arrivo di migliaia di clandestini si ridurrebbe drasticamente il numero dei senzatetto nelle città e diminuirebbe anche il numero delle occupazioni abusive di case, destinate a chi è in lista da anni.”




8 pensieri su “Il progetto della sinistra europeista: case prima a rom e immigrati”

  1. Recensione di passatempo di stampo demoplutogiudaico, tuttavia inaspettatamente apprezzabile –
    “The Queen’s gambit” (La Regina degli scacchi – ebreoflix, 2020)

    Probabilmente ne avete letto ovunque recentemente. Ne ho letto molto anche io prima di vederlo. Ma chi cazz… li paga sti asini per scrivere? O meglio: cosa capiscono dopo che hanno letto o visto? Mistero.
    La storia è “fantascienza”, ma molto ben ricostruita e con costumi stupendi oltre che tendenzialmente priva dei retrocontenuti di cui hanno voluto caricarla certi pennivendoli.
    Vedrete diversi ambienti e la cosa che forse mi ha colpito maggiormente è che l’unico posto in cui vorrei fare una gita è la Mosca del 1969. Signore con pelliccia di zibellino che chiedono autografi e vassoiate di beluga e vodka per colazione.
    Altro che il Kentucky…
    Se posso fare una critica, io sono un grande appassionato di scacchi e questa serie con gli scacchi non ha nulla a che fare perchè le “partite” si vedono malissimo. Non si capisce niente di quello che effettivamente viene fatto.

    Sapevate che “Garry Kasparov” è un nome finto e il cognome vero è Weinstein?

  2. Recensione di passatempo di stampo “kriegsmarine”: Ultimate Admiral: Dreadnoughts

    Game-Labs è un piccolo sviluppatore famoso per i suoi titoli di strategia/simulazione. Qui ci propongono le battaglie navali delle “corazzate”, quindi a partire dalla guerra di secessione americana fino al 1938 circa. Il gioco è in fase di sviluppo, quindi “non ha prezzo” nel senso che potete iscrivervi liberamente al sito per scaricare la versione alpha a patto che vogliate segnalare eventuali bug. Si dice che la “campagna” sarà pronta durante il 2021 e che quindi il gioco divenga disponibile al pubblico.
    Iniziando dai difetti, non ci sono ne U-boot nè attacchi aerei.
    Il pregio principale è che potrete decidere voi come armare le vostre navi, a partire da piccole torpediniere fino ad arrivare a delle “super-Yamato” o come piace a me a delle super “Vittorio Veneto” o “H schiff”.

    Sbrecciare le chiappe degli Inglesi con i miei binati da 520 millimetri è molto divertente e credo lo sarà ancora di più quando la “grand campaign” sarà disponibile.

    Immaginate una Bismarck del doppio della stazza: quanti Inglesi ci vorrebbero per affondarla? Ma siamo sicuri ce la farebbero?

    Ulteriore difetto: se volete navi “storiche” le dovete costruire voi. L’intelligenza artificiale, per quanto discretamente scaltra, ha studiato poca storia e le missioni in cui affrontate navi veritiere sono solo poco più di una cinquantina, per ora. Devo dire che dopo l’ultimo aggiornamento anche le navi generate casualmente hano una loro logica. Ma un umano qualsiasi con un minimo di esperienza può fare molto molto meglio.
    Difficile, divertente, contemplativo: un vero gioco da “nonno”; ma molto apprezzabile. Persino la mia figlia minore vuole giocare con le barchette pur senza saperne nulla e senza considerare le implicazioni di duemila cristiani che affondano malamente per una delle sue cannonate.
    Forse piacerà a ex marinai ed ex artiglieri (eh, la vita – a volte fa apprezzare cose strane e casuali…)

    1. Come mi ha scritto un mio conoscente online Russo, “this game is no World of Warships” – se siete fortunati servono duecento granate per affondare il nemico a 20 chilometri. O un unico colpo fortunato a seconda della corazzatura frocia prescelta.
      E quando come nome casuale della vostra corazzata viene generato “Santissimo Crocifisso” sapete che avete a che fare con sviluppatori di un certo stampo.
      Austria-Ungheria, USA, Germania, Giappone, Italia, Spagna, Francia, Russia sono le nazioni che potrete selezionare nelle “partite libere”, ognuna con le sue tecnologie e scafi. Certo, basta cliccare un box per poter costruire una Yamato italiana. Ma ovviamente il divertimento ne risente.

  3. Correzione recensione passata: “Shingeki no Kyojin – final season”

    Anche se ero rimasto deluso dai primi episodi (ma quali sono sti ebrei…?) devo dire che la storia non solo merita una conclusione ma “interpella”, come dicono le suore.
    Quanti sono gli ebrei? Dove sono? Cosa fanno? Come mai anche fuori dalle mura quelli che comandano veramente sono ebrei? Perchè a me hanno sempre detto che stavamo dentro le mura perchè eravamo ebrei? Dovrei sterminare tutti?
    Domande classiche che meritano una risposta in onore del popolo eletto.

    1. Mi piacerebbe sapere come finisce ma mancano due numeri alla fine del “fumetto”. Non sono molto fiducioso, ma lo spettacolo che ci porta e che ci ha portato fino a qui vale la pena anche se risulta un po’ “buttato via”. Ci stavano ancora un sacco di “puntate” ma l’autore deve essersi rotto il cazzo anni fa.

  4. Pensano che siate “umorali”? Sorpassateli. Fategli pensare che siete matti, Usate le loro stesse armi contro di loro.
    E quando li sorpassate, “suonate”. Siate “incontrollabili”. E pensate a quanto può essere “sconcia” una voce che vi arriva senza controllo.
    Forse avreste un quadro più chiaro del perchè esista Antani.

    1. E “leggete” e “ascoltate”. Raramente scrivo cose che mi sono inventato. Ne scrivo, anche. Ma raramente. Arruolatevi nell’esercito del nemico. Vi può insegnare molto.
      Voi siete “macchine”. La reazione è un principio della termodinamica. Esiste, funziona, succederà.
      Esserci è combattere. Come potete, come sapete. Ci sarete? Questo è un invito ufficiale.
      Combattere ora nel nostro piccolo o sucare pesante quando saremo nonni. Non vorreste sparare quando il fisico ve lo concede?

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