Francia: verso la secessione islamica: morte di una nazione

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In questi giorni gli imam ‘francesi’ sono stati costretti da Macron a partorire una sorta di libro dei desideri in cui denunciano tutto quello che il Corano predica, tranne la persecuzione dei cristiani. Inutile. Per i musulmani è normale mentire e fingere di abiurare la propria religione per dissimulare l’integrazione in territorio ‘nemico’. C’è anche un termine: Taqiyya.

La Francia è perduta?

Eric Zemmour, Michel Houllebecq e Christian de Moliner sono solo la punta di diamante di un’onda intellettuale che ormai paventa l’ipotesi di una partizione della Francia tra zone cristiane e musulmane. Francesi di sangue da una parte, immigrati di varia generazione e provenienza dall’altra.

Un’idea che inizia inesorabilmente a farsi strada in molti segmenti della popolazione. A tal punto che anche uno come François Hollande, non certo un uomo di destra radicale, ha ammesso che la partizione in aree si stava già producendo.

Lo scrittore Christian de Moliner, nel suo libro La guerre de France, prendendo spunto da Guérilla di Laurent Obertone, mette in scena una futuristica ma non troppo guerra ‘civile francese’, che stavolta scoppierebbe tra gli identitari francesi e gli islamici più fanatici e violenti.

Tutti questi intellettuali vedono nel futuro il separatismo etnico nel Paese. Un futuro che è sempre di più anche il nostro.

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Philippe de Villiers, segretario di Stato al tempo di Chirac premier, noto politico sovranista tra Le Pen e i moderati francesi, è fratello del generale Pierre de Villiers, che dal 2014 al 2017 ha guidato le forze armate francese come capo di stato maggiore.

De Villiers politico ha raccontato in televisione ciò che suo fratello ha riferito al presidente in carica Macron: “Se le periferie daranno luogo a ulteriori e ancor più violente rivolte, non avremo modo di fronteggiarle: ci mancano i mezzi, ci mancano gli uomini. Ѐ questa la realtà della situazione politica francese”.

Perché non sono rivolte, è una rivoluzione demografica.

Questo conferma quello che è sotto gli occhi di tutti. Ed è lo stesso allarme lanciato poche settimane fa dall’ex ministro dell’Interno Collomb, dimessosi proprio per gridare l’allarme su quella che è una vera e propria ‘secessione’ etnica all’interno del territorio francese:

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Come altro definire una situazione che vede, ogni capodanno, migliaia di auto date alle fiamme, attacchi con molotov e kalashnikov contro le caserme di polizia, se non guerra?

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7 pensieri su “Francia: verso la secessione islamica: morte di una nazione”

  1. Quindi come dicevamo noi (i cattivi) l’integrazione di questi loschi figuri non è possibile, sia perché i francesi hanno capito finalmente con chi hanno a che fare, sia perché loro spadroneggiano e non vogliono piegarsi alle regole civili.
    In questo modo, pur di non PERDERLI e di non vanificare tutte le spese sostenute negli anni in cui credevano di riuscire ad assoggettarli, per la pace, hanno concesso loro una fetta di territorio francese. Tutte queste mie ovvietà per arrivare alla conclusione:
    come lo sapevamo noi che non erano integrabili, possibile che non ci fossero arrivati le quotate menti dei politici che si riuniscono a bruxelles?
    Naturale che sapevano, ma perché sin dall’inizio avrebbero ordito un piano per alienare una fetta d’Europa alla sharia&c?
    Quale vantaggio possono trarne?
    Se avevano in mente una guerra intestina era il caso di falcidiarci con dei virus letali? Forse in questo modo hanno eliminato quella fetta di popolazione che non sarebbe stata uccisa, perché arroccata nelle case di riposo e li hanno fatti fuori loro prima?

    1. Non dire così Alí, noi ci saremo eccome, non passerà troppo tempo come dici e spero che il nostro intervento sia determinante per sensibilizzare la popolazione circa la necessità di una ribellione ferma e violenta.

  2. Non sarà così semplice, per due motivi essenzialmente. Il primo è che li stanno facendo infiltrare ad ogni livello, dalla metropoli alla provincia profonda, quindi non c’è una vera e propria sedentarizzazione. Oltre a ciò si può anche dire che non sarebbe molto da nazionalista accettare la cessione di parti della propria patria.
    Certamente però non vi rinuncerebbero i governi, non hanno intenzione di cedere i propri sudditi, a meno che non sia conforme ai desiderata della cabala che li manovra. Ad esempio, potrebbero accettare un Alto Adige unito all’austria, per loro non cambierebbe assolutamente nulla, anzi, affosserebbero ulteriormente il nazionalismo italiano per un piccolo ringalluzzimento di quello, molto debole, austricante, idem dicasi per la Scozia, o la Catalogna. Il loro piano quindi potrebbe anche prevedere trasferimenti di territori, SE questi indeboliscono gli stati nazionali, ma SOLO SE i nuovi potentati, anche arabi se necessario, o enclave nigeriane o cinesi, a loro non cambia nulla, a quei delinquenti maledetti, si adeguano a fare i burattini. Il progetto è molto più complesso di quanto immaginiamo, abbiamo solo frammenti del puzzle, e la loro grande forza è di far passare come diritti ‘inviolabile’ dell’umanità, le loro più nere porcherie.

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