Il governo Ciampolillo non ha la maggioranza neanche coi senatori a vita: Conte deve dimettersi

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L’esito del voto in Senato è chiaro, seppure avvenuto in un clima tragicomico e caotico, contraddistinto dall’arrivo fuori tempo massimo dei senatori Ciampolillo e Nencini, ex-grillino ed ex-socialista, perfetta sintesi del peggio di due epoche politiche. I grillini odiavano i socialisti, ora governano insieme.

Ma, dicevamo, l’esito politico è chiaro: 156 voti, compresi traditori e, soprattutto, tre senatori a vita. Dall’altra parte, tra contrari e astenuti si arriva a 156, senza senatori a vita. E’ chiaro che questo governo non è tale perché non può governare.

Ora sta a Mattarella. Se permette a Conte di rimanere abbarbicato alla poltrona, magari tentando una lunga campagna acquisti, si rende complice di un colpo di stato. Un colpo di stato talmente ridicolo da non avere neanche la dignità di essere definito come tale: è più una sorta di bordello venezuelano.

Il voto è chiaro: il governo Ciampolillo non ha la maggioranza. Nani e ballerine non possono governare l’Italia.




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