Conte: dovete votarmi perché c’è la pandemia, il mercato si ferma a 155 senatori

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Al Senato la maggioranza assoluta di 161 voti appare fuori portata. Il sostegno al governo oscilla tra 154 e 156 voti, senza grandi progressi nella campagna acquisti da domenica. Questi vogliono governare non solo senza maggioranza nel Paese, dove non l’hanno mai avuta, ma anche senza maggioranza in Parlamento. Con la complicità di Mattarella. E’ il tempo dell’azione per l’opposizione, se ne esiste una.

Intanto, sempre più patetico:

“Con la pandemia,con la sua sofferenza,
il Paese si è unito. Si è elevato il
senso di unità del governo, si sono
elevate le ragioni dello stare insieme”
e la politica “ha ritrovato la sua mis-
sione”. Così Conte al Senato. Costitu-
zione,sguardo alla Ue e al gap Nord-Sud
e attenzione ai più fragili nel focus
dell’esecutivo.

Pronta la lista dei commissari per le
opere del Recovery; appalti mai fermati
anzi cresciuti nel 2020, malgrado il
Covid; con il piano Next Generation un
cambio di passo della Ue.




5 pensieri su “Conte: dovete votarmi perché c’è la pandemia, il mercato si ferma a 155 senatori”

  1. coglione la pandemia c’è anche se resti, quindi vedi di levarti dai coglioni, ed aggiungo al piu’ presto possibile, vogliamo un governo sovranista che non ci indebiti e ci affossi di piu’ di come siamo adesso, che vada in ue che prenda dei 206 miliardi solo gli 80 a fondo perduto come fa la spagna che è un paese ad alto indice di finocchi ma evidentemente piu’ intelligenti dei ritardati che noi ci ritroviamo al governo, e che una volta presi, mandi definitivamente affanculo la ue e il suo cazzo di euro!

    meglio i talleri di zio paperone!

    1. Lo stronzo voleva sicuramente dire che se cade il governo in periodo pandemico c’è “vuoto di potere” e quindi chi se ne occuperà dle problema? La dx, che farebbe milioni di morti? (cit. Zingarello & c)

  2. il governe Conte non cadra
    velo posso assicurare

    queste cose le puo credere solo
    una scimmia parlante della Lega

    E se e’ proprio sara impossibile non farlo cadere
    sono gia pronti ed organizzati
    a mettere in piedi un governo tecnico
    come quello di cui ci onorarono nel 2011
    Berlusconi, la lega e Meloni

      1. Quando nel 2011 nei corridoi della politica italiana si iniziò a parlare di un governo tecnico il potere esecutivo era nelle mani del governo Berlusconi IV che godeva di una solida maggioranza parlamentare ma non ottenne la maggioranza alla Camera dei deputati sul rendiconto generale dello Stato.

        Dunque il 12 novembre il presidente Silvio Berlusconi rassegnò le dimissioni del suo governo per consentire la formazione di un governo tecnico guidato dal nuovo senatore a vita Mario Monti, già commissario europeo.

        Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 17 novembre 2011 con 281 voti favorevoli, 25 contrari e nessun astenuto. Il giorno dopo, il 18 novembre, la ottenne anche alla Camera dei deputati con 556 voti favorevoli, 61 contrari e nessun astenuto

        il resto sono chiacchiare per leghisti

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