Sconto di pena per lo stupratore nordafricano: “Lo ha voluto lei”

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Sconto di un terzo della pena per lo stupratore tunisino, in automatico per il rito abbreviato, come ormai avviene sempre più spesso. E il pm voleva una pena ancora più lieve.

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Per il giudice Luca Ramponi in quella tenda – posizionata all’interno delle ex Reggiane – la reggiana 32enne venne stuprata e picchiata dal tunisino 48enne Mohamed Ben Khalifa. Da qui la condanna – ieri nel primo pomeriggio – del nordafricano a 4 anni e 10 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una provvisionale di 10mila euro alla vittima che si è costituita parte civile. Sentenza di condanna più dura di quanto richiesto dal pm Marco Marano (4 anni e 3 mesi di carcere la pena che è stata avanzata dal magistrato inquirente).

Una decisione giunta al culmine di un’udienza preliminare tenutasi con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo) – molto combattuta, come era facilmente prevedibile visto che sin dall’inizio questa delicata vicenda – collocata nella notte fra il 26 e il 27 giugno – era apparsa controversa. In quelle ore concitate la 32enne aveva spiegato alla polizia di aver conosciuto Mohamed in quanto presentatole quel pomeriggio da un altro tunisino. Poi il trasferimento dei tre alle ex Reggiane, nella tenda in cui il 48enne vive. A un certo punto l’amico comune tunisino se n’è andato. Dopo poco l’aggressione a sfondo sessuale, con l’uso della forza da parte del nordafricano.

Un incubo da cui la 32enne riuscirà a fuggire a stento e ferita, dirigendosi subito al pronto soccorso dove sarà medicata e poi dimessa con una prognosi di 21 giorni. Il tunisino sarà poi individuato dai poliziotti dentro quella tenda descritta dalla donna, da qui il fermo e il trasferimento in carcere. Il nordafricano – collegato in video dal carcere – conferma da sempre solo la prima parte del racconto della donna, mentre su quanto avvenuto nella tenda è entrato nei dettagli di un rapporto sessuale consenziente in cambio della droga.




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