“Pago la multa, io sono libero”: dilaga la rivolta contro il governo dei DPCM – VIDEO

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“Oggi pomeriggio ci hanno chiamato dalla Questura sconsigliandoci di aprire, ma noi abbiamo risposto che lo avremmo fatto lo stesso, non possiamo più permetterci di restare chiusi”, dice Alessandro. “Non siamo in guerra con le forze dell’ordine – aggiunge – stiamo cercando di salvare la nostra vita”.




5 pensieri su ““Pago la multa, io sono libero”: dilaga la rivolta contro il governo dei DPCM – VIDEO”

  1. Gente come me non si può permettere di pagare multe ogni volta che esce di casa. La donna intervistata parla di “stipendi” di “rendite” buon per lei. Il titolare ha un bel locale, evidentemente ha anche un bel giro di soldi, ma quelli che avevano difficoltà prima a fare i pienoni, oltre pagare tasse molto salate non credo possano far fronte a sanzioni giornaliere. Falliranno comunque.
    Intanto qua nella mia città a breve la spazzatura si introdurrà nel cassonetto solo con la tessera magnetica. Precisano che non sarà il peso che vogliono monitorare (così credevo!) ma il singolo oggetto che butti, quindi vogliono sapere cosa mangi!? Non serve essere lungimiranti per capire che avremo fogne costantemente intasate per chi opterà per i pannoloni, pannolini nel wc e chissà cos’altro ci infileranno, tritarifiuti a prezzi stellari e sacchetti buttati a terra ovunque, città trasformate ad ogni angolo in discariche abusive.

    1. Brava. Tutti rilievi molto pertinenti.

      1) Non si possono mettere nello stesso calderone (anche quando si parla di risarcimenti) certe poderose macchine creasoldi e la bettola con quattro coperti a settimana.

      2) Chi si occupa di smaltimento rifiuti DEVE essere COSTRETTO a tenere in conto anche le conseguenze esternalizzate delle proprie scelte — agire in modo da trasformare (sia pure indirettamente) in immondezzaio un intero territorio per scaricare la responsabilità sul singolo deve essere inammissibile e impedito con ogni mezzo.

  2. Senza contare, Ugo, che la mossa di emanare certi dpcm potrebbe essere un modo come un altro per fare cassa a palazzo Chigi (la maiuscola solo per il binomio esplosivo degli architetti) Alla lunga avevano certamente previsto che i proprietari avrebbero dovuto rompere gli argini, in questo modo i loro guadagni sarebbero aumentati a livello esponenziale con le sanzioni.

    1. Pur ammettendo che ci troviamo sull’instabile terreno dell’illazione, direi che il sospetto viene non solo nel caso corrente, ma anche in innumerevoli altri, precedenti, nei quali a leggi arzigogolate fino all’incomprensibilità si abbinano sanzioni e sistemi di riscossione che definirei FEROCI.

      Senza contare che l’ambivalenza di leggi che significano contemporaneamente A e il contrario di A a discrezione dell’interpretazione del giudice di turno apre la strada all’esercizio dell’arbitrio da parte del potere, alla faccia del presunto “stato di diritto”. E, pur sempre lasciandomi andare all’illazione, mi sento di ipotizzare che anche scrivere le leggi a questo modo sia frutto di intenzionalità in vista d’un risultato.

      Altri preferiscono invocare l’incapacità o addirittura la stupidità di chi ha il ruolo di scrivere e applicare le leggi. Sono in netto disaccordo con costoro, e non ne faccio mistero.

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