La variante brasiliana del virus cinese potrebbe aggirare il vaccino

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Dopo la variante inglese e quella africana, ora una nuova variante del virus cinese genera allarme: è quella brasiliana. E se le prime due preoccupano per la loro maggiore capacità di infettare, la preoccupazione legata alla mutazione individuata per la prima volta in Brasile riguarda la sua maggiore capacità di aggirare il sistema immunitario e, quindi, anche l’immunità indotta dai vaccini.

Con la possibilità concreta che possa non solo contagiare nuovamente chi ha già avuto e superato la malattia, ma anche chi ha ricevuto il vaccino. Proprio la possibile emergenza di mutazioni resistenti è il rischio di una vaccinazione di massa in piena pandemia troppo dilatata nel tempo: il virus continua a diffondersi e ha anche la possibilità di adattarsi al vaccino. Le vaccinazioni, posto che questo vaccino non dia altri problemi, dovrebbero essere condotto in tempi brevissimi per evitare mutazioni con adattamenti pericolosi. Del resto, non si è mai fatta una vaccinazione di massa in piena epidemia.

In Brasile il ministero della Salute ha comunicato di aver individuato due casi di reinfezione legati alla variante brasiliana. Mancano ancora degli studi strutturati che sostanzino queste osservazioni con solide evidenze scientifiche. Ma i sospetti, già così, appaiono fondati. Anche perché coerenti con il comportamento dei virus.

“Il virus si adatta alla specie umana, diventando più contagioso, come è naturale che sia”, ha spiegato a Massimo Ciccozzi, professore di epidemiologia molecolare al Campus BioMedico di Roma. L’esperto ha chiarito che “le nuove varianti non sono più cattive, ma contagiando più persone provocano più decessi in valore assoluto“. Per Ciccozzi, che ricordato che anche in Italia, a Brescia, è stata osservata una variante simile a quella inglese, il monitoraggio delle mutazioni “sarebbe molto importante”, ma si riesce a fare “solo in pochi casi isolati.

L’epidemiologo, comunque, ha rassicurato sul fatto che “in futuro vedremo il virus diventare endemico, cioè ancora più diffuso, ma poco o per nulla letale. Col tempo, si trasformerà in un semplice raffreddore”. “Ma – ha avvertito Ciccozzi – non sarà domani, purtroppo deve ancora passare la nottata”. A meno che questo naturale processo di indebolimento non venga messo in dubbio dalla vaccinazione con l’emergenza di varianti con mutazioni pericolose.




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