Crisi governo, Italia Viva pensa ad astensione al Senato

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Prima Davide Faraone, poi Luciano Nobili, ‘pretoriano’ del renzismo. Nel terzo giorno della crisi arrivano messaggi distensivi da Italia Viva. Lo stesso Matteo Renzi oggi in un’intervista porta Italia Viva sull’astensione nel voto sulle comunicazioni di Giuseppe Conte al Senato. Una mossa sia per tenere i suoi, ma soprattutto -si spiega da Iv- rivolta al Pd. Una serie di passaggi che però, dicono da fonti dem, non cambiano le cose. Nessuna apertura a Renzi .

Da parte sua, il senatore di Rignano chiede ai suoi di restare compatti e di non alimentare polemiche e sulla chat interna dei parlamentari Renzi avrebbe raccolto un sostegno ampio, anche di chi come i senatori Vicenzo Carbone e Donatella Conzatti erano dati in uscita. Certo, restano i dubbiosi, quelli quantomeno perplessi sullo strappo di Renzi. Vedi il senatore Leonardo Grimani che rompe la ‘consegna’ del silenzio con l’Adnkronos: “Sto facendo valutazioni di coscienza ma non sono un responsabile ad oggi. Va ricostruito il perimetro della maggioranza uscente prima possibile anche dopo il passaggio parlamentare. Per quello lavorerò fino all ultimo istante utile”, dice.

Tuttavia il mood distensivo della giornata da parte di Iv non fa breccia nel Pd.

Al Senato gli occhi restano puntati su un altro veterano delle aule parlamentari, il socialista Riccardo Nencini. E questa operazione che potrebbe concretizzarsi anche prima delle comunicazioni di Conte? Da ambienti Iv che, ovviamente, seguono con attenzione i movimenti al Senato e attorno al loro gruppo si fa sapere che per ora l’asticella è ferma a 154-155. Conte otterrebbe la fiducia -anche grazie all’astensione di Iv- ma non avrebbe la maggioranza dei 161. I renziani a quel punto potrebbero veder riaperta la partita. Anche se dentro Iv c’è la consapevolezza che “una ricomposizione della maggioranza comunque sarebbe difficilissima” dopo quanto accaduto. “Conte non vuole più avere nulla a che fare con noi. Vediamo se ci riuscirà”. E se ci riuscirà, si dice in Iv, comunque dovrà fare “i conti con noi nelle commissioni, lì i senatori a vita non votano…”.

La sensazione è che Renzi credesse che il PD avrebbe mollato Conte e fatto un altro governo. E che il PD credesse che Renzi avesse mollato. E’ come due treni che prima di scontrarsi credono, entrambi, che l’altro si fermi. Comunque vada, che Conte trovi quel voto in più o meno, sarà un successo. Perché lo schifo generato negli elettori sarà tale, e il governo sarà talmente debole, che distruggerà Pd e M5s definitivamente.




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