Rizzo, il comunista intelligente censurato da Facebook

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Ho ricevuto due restrizioni per una ipotetica violazione degli standard di Facebook: la prima è un ban totale da Facebook della durata di 30 giorni (poi decaduto dopo poche ore), mentre la seconda è un parziale oscuramento dei contenuti per limitare la diffusione dei miei post, nonchè la rimozione di un post con elevatissimo consenso. Queste restrizioni sono state accompagnate da un messaggio in cui mi si avvertiva che la pagina sarebbe potuta essere in futuro rimossa definitivamente. La mia unica “colpa” (ed unica ipotetica violazione del contratto d’uso) sarebbe quella di un post che potete qui leggere e in cui esplicito un pensiero di critica rigorosamente politica (tra l’altro assolutamente non in violazione della policy).

Finché i social media fanno ciò che vogliono negli USA, stigmatizziamo il principio ma poi non possiamo fare di più. Però qui siamo nel nostro Paese, dove bloccare ieri un giornale, oggi -nel mio caso un profilo politico- è in netta e gravissima violazione della Costituzione e delle leggi in tema di tutela della pluralità di opinione. Siamo ormai in una “repubblica delle banane”? Se rispetti le leggi del tuo Paese, puoi esser “giudicato” da un gestore ricco, potente e privato? In Italia queste piattaforme lavorano grazie all’accesso che gli viene concesso dal potere pubblico. È così sovversivo chiedere che sia garantita a tutti la parità di esercitare il proprio pensiero e che le regole del gioco e chi organizza lo spazio informativo con diritti, obblighi e garanzie chiaramente definiti sia lo Stato e non qualcuno nella Silicon Valley?

È intollerante ed incredibile che i giganti del web possano decidere sui contenuti (oggi tocca a me, ma domani potrebbe toccare a te), possano scegliere a loro piacimento a chi prestare la loro potente cassa di risonanza e chi censurare, attentando alla libertà di espressione. Questa autonomia illimitata e fuori da ogni controllo, a vantaggio di privati detentori di grandi capitali è inaccettabile. Non ci illudiamo di vincere facilmente questa battaglia, ma non ci faremo certo intimidire da chi non ha compreso la determinazione di una parte del popolo italiano che crescerà e si allargherà sempre di più.




9 pensieri su “Rizzo, il comunista intelligente censurato da Facebook”

  1. me, che un comunista sia intelligente, non direi proprio, diciamo piuttosto che non contando piu’ una mazza, da fuori critica il sistema, se fosse dentro, starebbe gia’ a 90 gradi aspettando l’ingresso impazientemente di tutti i milioni di lavoratori delle big tech

  2. Salvini e’ nel sistema e lo critica anche
    e facendo una classifica non esistono persone di piu basso livello di un leghista.

    E’ vero che i sinistri sono ipocriti ed anche stupidi, ma non come i leghisti.
    Per carita.

    Io non potevo neanche immaginare che in Italia avessimo una tale razza di deficenti, come i leghisti, se non dovendolo amaramente costatare facendo collegamenti tra quella che fa e dice Salvini e la lega e consenso ottenuto.

  3. Difficile trovare un comunista intelligente….La regola conferma l’eccezione,ma l’eccezione non conferma mai la regola.Se lo hanno fatto fuori da facebook allora qualcuno lo ha giudicato intelligente.

  4. Sarebbe così fuori luogo pensare che lo Stato (se avesse delle persone degne che ne incarnano le istituzioni, e così non è) possa prendere atto dell’incompatibilità tra Facebook (e simili) e il nostro ordinamento e conseguentemente bannare Facebook stesso (e simili) dall’Italia? Gli strumenti tecnici ci sono, credo. E sarebbe un bel gesto con valore quanto meno dimostrativo.

  5. L’ho sentito parlare due volte soltanto e mi ripugna dirlo ma diceva cose sensate.
    Avevo raccontato qua del mio stupore, ma è passato un po’ di tempo. Mi piacerebbe sapere quale fosse il concetto scomodo del post censurato. Ovviamente NON lo abbiamo giusto?
    Come diceva giustamente Werner l’altro giorno, i piddini kalergiani sono ancora più sporchi dei comunisti… se è possibile, anche secondo me non sono la stessa cosa.

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