Prete Caritas patteggia 4 anni per truffa accoglienza ma i suoi centri rimangono aperti e pieni di immigrati

Condividi!

Non c’è più religione!

VERIFICA LA NOTIZIA

Terra promessa, padre Antonio Zanotti sceglie di patteggiare una pena di quattro anni. Questa la decisione dal fondatore e guida spirituale della comunità “Oasi 7” di Antegnate che lo scorso giugno è stato travolto da un’indagine della procura nell’ambito dello sfruttamento dei richiedenti asilo. E ora la Lega, da sempre in prima linea contro l’universo delle cooperative fondate e guidate dal misterioso “guru” dei migranti, chiede che tutte le comunità per richiedenti asilo.

PRETE CARITAS PATTEGGIA 4 ANNI DI CARCERE: “DIO MI HA MANDATO I NERI PER FARE SOLDI”, A LETTO COI PROFUGHI

“L’accertata truffa aggravata ai danni dello Stato e la condanna dei responsabili della Cooperativa Rinnovamento che hanno chiesto, come riportato oggi dalla stampa locale, il patteggiamento – dichiarano i parlamentari leghisti Simona Pergreffi e Daniele Belotti – ci portano a chiedere, con un’interrogazione al ministro dell’Interno che presenteremo sia alla Camera e al Senato, la revoca della convenzione in essere con la suddetta cooperativa e la conseguente chiusura immediata dei centri che ospitano i richiedenti asilo così come sollecitato anche dai sindaci di Martinengo, Covo, Antegnate e Fontanella in una lettera inviata oggi al prefetto di Bergamo”.

“Ad aggravare la situazione – continuano i parlamentari bergamaschi della Lega Pergreffi e Belotti – anche le segnalazioni sui disservizi della gestione degli ospiti che continuano ancora. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco di Fontanella Mauro Brambilla, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni, ha incontrato il Prefetto di Bergamo per riferire di presunti gravi carenze della struttura all’interno del proprio territorio gestita dalla Coop Rinnovamento. A questo punto non si può che procedere all’immediata chiusura dei centri di accoglienza di Antegnate, Martinengo, Pontirolo e Fontanella, e alla revoca della convenzione con la cooperativa i cui responsabili sono stati descritti, nell’ordinanza del gip con cui a giugno aveva messo ai domiciliari gli indagati, E’ incredibile. Questo patteggia 4 anni per truffa e le sue ‘aziende’ rimangono aperte.

Padre Antonio Zanotti, 73 anni, arrestato e ai domiciliari dal 16 giugno, ha chiesto di patteggiare 4 anni e ha il consenso del pm Fabrizio Gaverini, che ha ereditato il fascicolo dal collega Davide Palmieri.

E’ il fondatore di una galassia di centri di accoglienza che negli ultimi anni si è lanciata nel business degli immigrati, in questo caso la cooperativa Rinnovamento di Antegnate. Con lui la presidente della cooperativa, Anna Maria Preceruti, 58 anni, pavese, e Giovanni Trezzi, 38 anni, di Crema, gestore di diversi centri. Anche loro erano finiti ai domiciliari e chiedono di patteggiare pene di qualche mese più basse.

Tutti e tre sono accusati di aver truffato lo Stato, dal 2017 a settembre 2018, percependo per la cooperativa 126.616 euro di rimborsi per spese rendicontate ma non del tutto sostenute. O, per esempio, facendo comparire presenti migranti che se ne erano già andati. Cercati, non è stato possibile parlare con i loro avvocati.

Don Zanotti a letto coi profughi: “Ci costringeva a prendere il Viagra”

I carabinieri del Nucleo investigativo erano partiti dalla violenza subita da un’operatrice della comunità di accoglienza per profughi di Fontanella, gestita dalla stessa coop, da parte di un ospite:

PROFUGHI STUPRANO RAGAZZA A CHIARI: PER LUI (foto) E’ COLPA DEGLI ITALIANI ‘MACHISTI’

Era il 2017, raccontò che quella notte era sola con gli ospiti. I carabinieri hanno voluto vederci chiaro su come le strutture venissero gestite, soprattutto se i soldi che la prefettura dava per ogni migrante (34 euro al giorno) fossero regolarmente utilizzati.

Si è aperto un mondo, tra difficoltà, tensioni e presunti aggiustamenti delle rendicontazioni in uno stato di emergenza per i continui sbarchi, dal 2014 e ancora in quell’anno. Dalla Rinnovamento, l’indagine si è estesa anche ad altre cooperative, fino ai nomi noti del mondo dell’accoglienza come Ruah e Diakonia di Caritas (filone a parte)ò.

Del primo filone il personaggio centrale è, appunto, padre Zanotti, frate cappuccino di Spirano. È emersa la personalità carismatica, nelle intercettazioni parlava della sua capacità imprenditoriale nel cogliere gli affari. Le cimici piazzate dagli investigatori hanno captano le parole di chi è al comando e sa di esserlo: «Non mi devono contestare su niente». Ripercorrendo le difficoltà nella gestione di alcune strutture, nel dicembre 2018 disse, intercettato: «Poi Dio mi ha mandato quelli di colore», disse a inizio 2018.

Caritas, prete accoglienza: “Dio ci ha mandato i neri per arricchirci”

Bergoglio grazia il prete che si faceva i migranti: solo maggiorenni – VIDEO

Retata alla Caritas: il tesoro da 1 milione di euro con l’accoglienza

Si allarga scandalo Caritas: 80 indagati per truffa su accoglienza migranti

Scandalo Caritas-accoglienza, prete imbottiva i profughi di Viagra per portarseli a letto




Lascia un commento