Partito Gay in cerca di bambini nella case-famiglia

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La ratio dell’iniziativa è questa: le coppie Lgbt dovrebbero poter accedere alle adozioni. E questa è una posizione sostenuta non solo dal Partito Gay. Le modalità mediante cui questa istanza è stata espressa di recente, però, hanno fatto discutere. Se non altro perché la formazione politica è riuscita ad entrare all’interno di alcune case-famiglie, presumibilmente per sensibilizzare sulla questione. Una figura simbolica, ma riletta in chiave progressista, ossia Babbo Natale, che in queste circostanze diviene “Babbo Natale Rainbow”, è il protagonista, l’immagine, di questa campagna.

Per l’universo pro life e pro family non ci sono dubbi: si tratta di un inaccettabile tentativo d’indottrinamento. Per quanto il tutto sembri finalizzato ad allargare le possibilità di adozioni. Anzi, la campagna intitolata “Dalla parte di tutte le famiglie” – che il neonato Partito Gay Solidale, Ambientalista e Liberale sta portando avanti – ha, per l’emisfero cattolico che sostiene la tutela dei valori tradizionali, esiti e svolgimenti che vengono reputati negativi. A misurarsi, insomma, sono due organizzazioni, ma anche contesti culturali, che hanno una visione opposta su molti temi bioetici, diritti compresi. Sensibilizzare bambini in affido presenti all’interno delle case-famiglia, e magari tutto il contesto dell’assistenza sociale, sarebbe dunque un buon viatico per convincere gli scettici.

Facciamo un passo indietro. Il Partito gay è nell’agone da poco, ma non nasconde i suoi obiettivi, facendo presente come il bacino elettorale potenziale possa contribuire a far il 15%. Tra le prime iniziative messe in campo, c’è appunto la campagna citata, che si propone – come leggiamo sull’Huffington Post, nello specifico sul blog di Fabrizio Marrazzo, che della formazione politica in questione è il portavoce – di “di promuovere e sensibilizzare attorno al tema delle adozioni per coppie LGBT+ (lesbiche, gay, bisex, trans) e genitori single”. Si tratta di una questione tanto dibattuta quanto divisiva, in questi tempi.

Il Partito Gay, dal canto suo, sciorina numeri: “Secondo la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza in Italia sono più di 26.000 i minori fuori famiglia e solo il 10% viene accolto in affido o adozione. Per l’UNICEF sono oltre più di 2 milioni nel mondo i bambini in istituti: più di 800.000 in Europa centrale e orientale e nella Comunità degli Stati Indipendenti (CEE/CIS)”. La conseguenza logica, per i progressisti, è che le adozioni debbano divenire possibili anche per le coppie Lgbt.

Fabrizio Marrazzo ha esposto nel pratico il contenuto delle campagne: “Abbiamo visitato diverse case-famiglia (e continueremo a farlo anche nel mese di gennaio e febbraio) accompagnati da un Babbo Natale Rainbow molto spiritoso, con un po’ di pancia e una barba bianca: era tutto vero tranne le mani da vecchio, come ci ha tenuto a farci notare una bambina di tre anni ospite della prima casa famiglia romana”. Il Babbo Natale Rainbow del partito Gay, Solidale, Ambientalista e Solidale ha distribuito doni. Poi, l’iniziativa è passata attraverso la lettura di alcune favole. Un altro punto contro cui i pro life e i pro family si sono spesso scagliati, se non altro perché quelle narrazioni fungerebbero appunto da opera d’indottrinamento.

Pro Vita e Famiglia ha incalzato su quanto sta avvenendo, mediante delle dichiarazioni del tutto contrariate: ” Ma per gli assistenti sociali e i giudici minorili – ha premesso Jacopo Coghe, che di Pro Vita e Famiglia è il vicepresidente – la campagna “Dalla parte di tutte le famiglie” lanciata dal movimento partitico degli LGBTQI+ che prevede la visita in diverse case-famiglia di un Babbo Natale Rainbow è a loro tutela? E come è possibile – si è domandato ancora Coghe – che ci siano fior fiore di volontari lasciati fuori dalle porte a causa dell’emergenza Covid, per evitare giustamente contatti e pericoli inutili, e che queste persone riescano ad entrare e ad avvicinarsi così facilmente?”. La critica, insomma, verte pure sul contesto pandemico. Pro Vita e Famiglia chiede a gran voce che la campagna sulle adozioni venga fermata, dunque. Il Partito Gay però non sembra intenzionato a cambiare posizione.

Il leader del Partito Gay Fabrizio Marrazzo non sembra infatti avere intenzione di retrocedere sull’iniziativa e, come si legge sulla fonte sopracitata, ha espresso la volontà, assieme al partito di cui è portavoce, di continuare anche per i prossimi mesi: “Ogni bambino – ha aggiunto Marrazzo – ha il diritto di avere una famiglia e tutti quelli che ne hanno i requisiti hanno il diritto di crearla, senza pregiudiziali discriminatorie. L’iniziativa partita nel mese di dicembre proseguirà in varie strutture in Italia nel corso di tutto il 2021″. Far sì che la possibilità di adottare venga estesa, per la neonata formazione partitica, non dovrebbe costituire un tabù.

Di tutt’altro avviso, con ogni evidenza, è la realtà pro life, che annuncia contromosse: “Ci attiveremo immediatamente – ha argomentato il vice presidente della onlus Jacopo Coghe – per fermare questa vergognosa campagna arcobaleno nella case famiglie”. E ancora: “L’istituto dell’adozione serve a restituire ad un bimbo ciò che una tragedia ha tolto: mamma e papà. Non nasce per dare un figlio a chiunque lo voglia: non stiamo al mercato! Noi pensiamo che, se non in pochissimi casi, le istituzioni dovrebbero aiutare i genitori in difficoltá, non strappare loro i figli, se non in pochissimi casi ineluttabili”. La facoltà di accedere alle adozioni, per i pro life e pro family, non dovrebbe essere garantita a prescindere, in buona sostanza, mentre la battaglia sembra essere appena al principio.

Tra coloro che hanno preso posizione contro l’iniziativa del Partito Gay, bisogna annoverare anche l’eurodeputata della Lega Simona Baldassarre, che ha tuonato, sostenendo che “si cattura la fiducia dei bambini, con l’unico scoppo di normalizzare le adozioni per coppie Lgbt+ e genitori single”. La mossa del Partito Gay sarebbe strumentale. La Baldassarre rivendica di essere una madre ed un medico e, nello stesso tempo, di essere “sconcertata”. Per l’esponente della Lega di Matteo Salvini “i bambini hanno diritto ad una famiglia” e non “a una famiglia qualsiasi”. La leghista ha aggiunto che i bambini “non vanno indottrinati con l’inganno”. Ferma, anche in questo caso, la richiesta di porre fine alla campagna del Partito Gay.




5 pensieri su “Partito Gay in cerca di bambini nella case-famiglia”

  1. 2 froci e 2 lesbiche non formano una famiglia ma al limite una cooperativa di mutua assistenza sociale!…. qui martellano con le frasi e le parole della normalità, e ci impongono la loro impudicizia pretendendo di farla passare per normalità ecco perchè un frocio va chiamato tale, perchè si ricordi che il disprezzo che la gente nutre noi loro confronti risale a migliaia di anni fa a sodoma e Gomorra!

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