MIGLIAIA DI CLANDESTINI IN MARCIA VERSO L’ITALIA TRASFORMANO I BOSCHI IN DISCARICHE

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Secondo i dati forniti da Frontex, nel 2020 il numero degli arrivi di immigrati clandestini dai Balcani occidentali «è aumentato di oltre tre quarti, raggiungendo circa 27.000 unità». Quindi superando la previsione pubblicata da Vox nei mesi scorsi di 25mila clandestini.

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L’aumento del numero dei passaggi degli immigrati clandestini dai Balcani ha trasformato i boschi del confine tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia in una discarica a cielo aperto, tanto da rendere necessaria un’azione di bonifica ambientale straordinaria.

Friuli: 150 mila euro per ripulire i boschi dalla cacca dei clandestini

L’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti, ha stanziato 150.000 euro per ripulire: «è intollerabile che aree di pregio naturalistico come la riserva della Val Rosandra si trasformino in discariche di vestiti e di rifiuti abbandonati dagli irregolari in transito. Noi come Regione ci facciamo carico della pulizia dei boschi, ma ora Roma batta un colpo».

Lo stanziamento della regione è stato assegnato ai comuni di Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle, Sgonico e Trieste per effettuare la pulizia dei boschi. «Chi attraversa clandestinamente la frontiera – ha ricordato Roberti – abbandona poi gli abiti per cancellare ogni traccia del passaggio attraverso la Slovenia per evitare la riammissione: così intere aree diventano discariche a cielo aperto».

«Oggi ci facciamo carico di quest’onere – ha aggiunto Roberti -, ma pretendiamo che da Roma arrivi un segno di vita e ci si accorga che il Friuli Venezia Giulia non può addossarsi, oltre ai costi sociali e sanitari, anche quelli ecologici della rotta balcanica. Pretendiamo che il nostro territorio venga salvaguardato sotto tutti gli aspetti e che finalmente ci sia un risveglio davanti al problema dell’immigrazione irregolare. È legittimo – ha concluso Roberti – che il Governo abbia, sul tema dell’accoglienza, visioni diverse dall’amministrazione regionale, ma di quelle visioni non può essere il Friuli Venezia Giulia a pagare il dazio».

Tra gennaio e metà novembre 2020, la polizia di frontiera di Trieste e Gorizia ha “riammesso” in Slovenia 1240 clandestini (+420% rispetto al 2019). Mentre oltre cinquemila sono stati ‘accolti’. Il resto sarà passato indisturbato.




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