“L’isola”: gruppo islamico invade Lampedusa, arrivati di notte col barcone

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Claudio Fava e Michele Gambino immaginano – ma non è certo difficile immaginarlo – uno sbarco di terroristi islamici e la resistenza della gente dell’isola

Un giorno come tanti di inizio ottobre, con un’azione militare in grande stile, il gruppo islamico Leoni della Jihad prende possesso dell’isola di Lampedusa. Organizzati e spietati, questo manipolo di terroristi islamici, guidati dal sanguinario emiro Yussuf al-Mutlak, sgomina la blanda resistenza armata di è sull’isola solo per accogliere i clandestini e uccide i militari con un colpo alla nuca sulla spiaggia. O peggio, con una raffica di mitra che fa scempio delle carni e delle loro divise. Tutto accade molto rapidamente: i figli sono separati dalle madri e sull’isola viene imposta la sharia, facendone il primo regno del Califfato in Europa. I video di propaganda con i corpi degli infedeli straziati rimbalzano sui server di tutte le agenzie mondiali, squassando il clima politico […]

“L’isola” (Fandango Libri) è il thriller fanta-politico di Giuseppe Fava e Michele Gambino che, al di là del buonismo che poi si dipana inevitabile nel libro dei due sinistri, ha il merito di ipotizzare uno scenario purtroppo credibile, con il Califfato determinato a conquistare l’Europa che utilizza i barconi per iniziare dal punto più semplice da cui iniziare: Lampedusa, l’isola dell’accoglienza.

Il gruppo terroristico sfrutta la notte e si imbarca dalla Libia con un peschereccio, per impadronirsi di «un’isola lunga dodici chilometri e larga due» .

Nottetempo il commando taglia tutti i collegamenti, la telefonia fissa e la rete internet scompaiono e Lampedusa è in balia del terrore. Ma « l’isola sarebbe stato il primo pezzo della cintura che lui avrebbe stretto intorno al collo della vecchia Europa » mentre gli autori scelgono il punto di vista sempre diverso dei vari protagonisti, con un doppio binario che mantiene viva la suspense sino all’ultima pagina, lasciando sgomenti davanti al dipanarsi di una lucida follia: « Sono venuti di notte, hanno distrutto le nostre chiese, occupato le nostre case, sequestrato i nostri bambini. Ci hanno reso schiavi del loro Medioevo, ci costringono a pregare per il loro dio».

Con una prospettiva sempre dinamica, Fava- Gambino raccontano il terrore e il sangue e poi l’insperata risposta organizzata da chi è riuscito fortunosamente a mettersi in salvo, chiamando in azione semplici cittadini, decisi a fare qualcosa nel totale isolamento, costruendo dal nulla un primo nucleo di resistenza civile contro la barbarie, dando vita all’Esercito isolano di liberazione, agendo senza attendere i tempi della geopolitica; ma ciò che lascia l’amaro in bocca è la verosimiglianza del racconto delle stanze dei bottoni, la narrazione – non senza una pungente ironia – di quella classe politica che si preoccupa solo delle poltrone mentre l’Italia è invasa.

Quello che nel libro non viene descritto è che l’invasione dell’Italia avviene nello stesso modo ma più lentamente. E così non ce ne rendiamo conto. Come i cittadini dell’isola non si rendono conto che l’invasione è qui ed è ora, senza necessità di quelle armi che, comunque, poi verranno, quando saranno abbastanza da poterle usare contro di noi.




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