Ragazzo italiano si impicca dopo licenziamento: il ‘suo’ lavoro a immigrati

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Tragedia sventata quella avvenuta la sera della vigilia di Natale, quando i Carabinieri di Noale sono riusciti a fermare in extremis un ragazzo che si stava suicidando a Mirano. Allertati da una telefonata giunta alla centrale operativa della Compagnia di Mestre, i militari in un’area adibita a viale alberato pubblico hanno trovato il giovane che sembrava essersi impiccato ad un albero.

Immediatamente lo hanno sollevato, hanno sciolto il nodo attorno al collo e il ragazzo, che miracolosamente ha ripreso conoscenza, seppur in stato confusionale, ha collaborato con i militari che gli hanno prestato i primi essenziali soccorsi nell’attesa dell’intervento del personale sanitari.

Il giovane è scoppiato a piangere e ha riferito di aver perso il lavoro il giorno prima.

Il governo abusivo sta desertificando il sistema produttivo italiano per svenderlo. Al posto dei nostri suicidi arriveranno orde di bengalesi e cinesi. Gli stessi che c’hanno portato il virus.

E poi, ci sarebbero 90mila scrocconi afroislamici sparsi in hotel e centri diffusi su tutto il territorio. Perché non chiudi questi centri, perché non li rimandi a casa, perché non tieni loro dentro dopo le 18? E’ il tempo della rivolta.

Non c’è alternativa. Dobbiamo andarli a prendere. Ricordate: quello che sta accadendo, non è colpa del 2% di invasati che lo fa, ma di noi maggioranza che glielo permettiamo.

Leggete questa oscenità:

[…] da pochi mesi è attivo a Bra un servizio di terza accoglienza che mira proprio a fornire un’abitazione a chi ha beneficiato del progetto SIPROIMI. L’iniziativa è frutto di una convenzione recentemente stipulata tra il Consorzio CIS (Compagnia di iniziative sociali) di Alba e la cooperativa edilizia La Tenda di Fossano, la quale ha messo a disposizione un proprio alloggio per rendere concreta un’idea tanto semplice quanto efficace. L’appartamento, che può ospitare fino a quattro persone, costituisce infatti una buona soluzione abitativa per quei ragazzi che, pur lavorando, sono in attesa di stabilizzazione contrattuale.

In virtù di questa convenzione ogni ospite paga un canone mensile agevolato; allo stesso tempo la cooperativa La Tenda gestisce la struttura abitativa grazie ad alcuni volontari e il Consorzio CIS – per mezzo di un suo operatore – supporta le varie esigenze degli affittuari per tutta la durata della locazione, svolge l’attività di monitoraggio sull’andamento della convivenza e quella di accompagnamento alla completa autonomia abitativa. Quest’ultima attività è resa possibile grazie al contributo economico da parte dell’ex associazione Living, che tra il 1990 e il 2000 si è occupata ad Alba di intermediazione nei confronti di proprietari di alloggi allo scopo di favorire l’inserimento abitativo di cittadini migranti.

Seppur di durata temporanea (la permanenza in alloggio va da 6 a un massimo di 18 mesi), questa soluzione è di fondamentale importanza proprio perché, grazie a essa, le persone coinvolte possono finalmente intraprendere quel percorso verso l’autonomia di cui si diceva all’inizio.

L’iniziativa avviata nella città di Bra, che nell’alloggio di via Cuneo dallo scorso 26 ottobre ospita i suoi primi tre inquilini (M., proveniente dal Mali, D. ed E., entrambi nigeriani), ha immediatamente riscosso l’interesse del mondo attivo nell’ambito sociale dell’accoglienza e dell’integrazione, al punto che ad Alba il gruppo di volontari impegnati nel progetto Instradaaa ha deciso di dare inizio a metà dicembre a un’analoga esperienza in collaborazione con gli stessi soggetti ideatori, e cioè la cooperativa La Tenda e il Consorzio CIS. Un segnale decisamente incoraggiante e positivo, in grado di contribuire alla costruzione di quel senso di comunità aperta e inclusiva di cui, soprattutto oggi, c’è assoluto bisogno.

Nella nostra provincia il progetto SIPROIMI, di cui la Città di Cuneo è titolare, coinvolge sedici amministrazioni comunali ed è coordinato da un ente gestore formato da un raggruppamento di 7 imprese sociali e un’associazione (cooperativa Alice, Consorzio CIS, cooperativa Fiordaliso, cooperativa Insieme a voi, cooperativa Momo, cooperativa Orso, cooperativa Valdocco e associazione comunità Papa Giovanni XXIII). Attualmente all’interno della provincia il progetto è distribuito su cinque differenti bacini territoriali (quello di Cuneo, quello di Alba-Bra, quello di Fossano-Genola-Savigliano-Saluzzo-Costigliole Saluzzo-Verzuolo-Villafalletto, quello di Moiola-Roccasparvera-Demonte e quello di Caraglio-Bernezzo). Possono accedere al progetto SIPROIMI coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di una forma di protezione internazionale da parte dello Stato italiano.




10 pensieri su “Ragazzo italiano si impicca dopo licenziamento: il ‘suo’ lavoro a immigrati”

  1. “Non c’è alternativa. Dobbiamo andarli a prendere. Ricordate: quello che sta accadendo, non è colpa del 2% di invasati che lo fa, ma di noi maggioranza che glielo permettiamo.”: maggioranza che glielo permette perché teme di essere accusata di “rassismo”, invece di sbattersene totalmente i co***oni come dovrebbe. Se gli invasati fanatici immigrazionisti sono il 2%, coloro che ci opponiamo per davvero siamo la metà.

  2. Sono stata censurata per aver definito i nasi merde. Bellissima questa! Peggio di fb! Avete toccato il fondo sul serio.

    x Joe
    La questione dei “morituri” di ieri… mi chiedevi dove prendo i dati… io leggo le locandine sui muri ma cerco di capire se erano down o normali😂 nel primo caso sarebbe normale una morte prematura e di solito viene riportato “la mamma, le sorelle”. Se scrivono “la moglie, i figli ecc.. do per scontato che fossero normali. Poi nel web, se digiti nei notiziari una frase specifica, evocativa, escono un sacco di casi molto curiosi anche. Oggi il sistema spontaneamente mi ha dato una notizia di una ragazza di 17 anni deceduta per shock anafilattico per un tampax. Sono casi rarissimi, ne converrai, comunque di solito tengo monitorate altre cause, in fine, ho delle conoscenze in comune, persone che hanno accesso ai dati.

  3. Il caso mi da l’opportunità di fare un esempio pratico di quelle famose notizie di cui parlavo ieri sera. Sempre rigorosamente italiani veri, che muoiono senza una ragione. Questa mattina Il Tirreno mi ha inviato una notizia per email di una bancaria 42enne morta di parto (quanti e quanti casi recentemente!) sappiamo che morire dando alla luce un figlio oggigiorno era pressoché impossibile ma la poverina nel giro di un’ora se n’è andata. Stava benissimo, accompagnata dal marito in ospedale a Lucca gli infermieri hanno detto al coniuge che non si poteva fermare, causa regole covid (e qua già puzza perché il reparto maternità dovrebbe essere virusfree per le donne sane. La moglie lo ha tranquillizzato dicendo che sarebbe andato tutto bene.
    Morale: riguardiamoci, non scendiamo le scale saltellando perché un ginocchio tumefatto in ospedale si trasforma in tragedia😉

    1. Sarà che pure la natura si incazza quando vede bianchi concepire figli già quarantenni e l’invasore(con il favore di mammona stato) cbe procrea come mosche.
      La natura finirà per favorire uno dei due.
      Perdona il mio pessimismo, ma stamattina mi si è storta la luna: sentivo i discorsi lamentevoli dei miei cari circa le regolarizzazioni della Bellanova che invece di regolarizzare 600mila allogeni, ne regolarizzerebbe molti di meno.

      Ed un’altra perla le lodi tessite ad Amazon circa la loro indubbia efficienza.

      Prima o poi si rivolgeranno alla Sciarelli per cercarmi. 🙄

    1. Amche dei social, caro AliMortacci.
      Cone se non bastasse la tv, condizionano perché pieni di corvi sentenziosi e l’Italiano di oggi si lascia condizionare perché troppo insicuro.
      Poi questa mentalità vhe deve essere sempre qualcun altro a muovrrdi mentre il resto si gode lo spettacolo dal divano;persino quell’anima pia ribelle in procinto di combattere voltandosi indietro si chiederebbe: ma perché proprio io?!

    2. Beh andrei cauta a dire che la colpa è di chi li vota perché in realtà non ci concedono di farlo e se, con magnanimità, ci dessero una matita nelle mani, con destrezza il nostro voto sarebbe prontamente stravolto.

      Verunell ma tu hai il nemico in casa, ribellati, batti i pugni sul tavolo, sono certa che i diversamente destri amino essere un po’ maltrattati. Vedrai che se fai rispettare le tue idee ti apprezzeranno maggiormente.

      1. E a che serve. Mi danno ascolto e spesdo ragione.
        Ma poi si ritorna al punto di partenza.
        È un lavoro da Sisifo.
        Tanto vale educare le nuove generazioni a disprezzare profondamente la italiota abitudine di avere il televisore perpendicolare alla tavola.
        In sala da pranzo NON devono essere ammessi televisori.
        La tavola è luogo dove non solo si mangia, ma dove si discute, ci si confronta, si cresce.
        Il televisore oltre che uno strumento di indottrinamento,induce i commensali a silenziare un interlocutore a tavola per dare ascolto a qualunque idiota televisivo.

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