Lega masochista, nomina uno xenofilo al teatro di Ferrara: la Cultura è Politica

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Il fatto che non comprendano la cultura essere prima di tutto politica, non depone a favore di chi vorrebbe difendere l’Italia dalla non cultura globalista. Tutto per cosa, per farsi elogiare da giornalisti di ‘destra’ che non hanno capito nulla della vera posta in gioco? Per accreditarsi come ‘buoni’?

Nominare non uno di sinistra, ma un noto anti-italiano è follia. Il Pd sa fare i propri interessi quando ottiene il potere, e questi interessi significano anche favorire chi ha certe idee nel mondo della cultura. Altrimenti quelle idee non emergeranno mai. Deficienti.

C’è differenza tra essere giusti ed essere idioti. Differenza superata. Non è un chirurgo, in cui ovviamente le idee politiche non devono contare, è un creatore di cultura, e diffonderà la cultura antitetica alla politica della Lega. E siccome la guerra è prima culturale che politica, è come farsi del male. La vittoria politica è sempre conseguenza di una vittoria culturale.




11 pensieri su “Lega masochista, nomina uno xenofilo al teatro di Ferrara: la Cultura è Politica”

  1. Non dobbiamo sorprenderci. Quella che noi chiamiamo “destra” soffre di sudditanza culturale alla sinistra. Se così non fosse stato la Lega non avrebbe fatto eleggere un nigeriano al Senato.

    Non basta vincere le elezioni contro la sinistra. Va sconfitta sul piano culturale, altrimenti è tutto vano.

  2. Non si può pretendere niente da un (presunto) ex comunista. D’altro canto non è stato proprio lui a dire che la Lega non è un partito di centro destra? Sta annaspando in cerca dei consensi che ha perduto nell’ultimo anno facendo minchiate a raffica, continuando a fare michiate a raffica. Salvini non è la soluzione, ma parte integrante del problema. Come sono parte del problema i fanatici della violenza che non riescono a vedere quanto sia importante stabilire una contro-cultura conservatrice che ribatta colpo su colpo le nefandezze della sinistra marxista globalista. Salvini salvare i bianchi in Europa? Come no… a colpi di selfie e abbracci con i negri.

  3. Purtroppo la causa è la sudditanza culturale al pensiero di sinistra a determinare queste storture. La Destra finora ha potuto e voluto solo giocare di retroguardia. Cercando, in questo modo, di usare le stesse armi degli anti italiani per spuntarle, ma così facendo, contaminando le proprie stesse idee.
    Tanto che, per fare un esempio, ciò che era per scontato per un nazionalista italiano, ossia che i veri confini d’Italia fossero al Brennero e fosse giusto che l’Italia un giorno torni a riunire sotto il tricolore la Venezia Giulia, l’Istria, la Corsica e Nizza, oggi, persino tra i sedicenti ‘nazionalisti’ è poco gettonato. Provate a chiedere cosa ne pensino nei forum di destra o anche nelle sedi di partito, e vedrete il 90% cadere dalle nuvole, ignorare totalmente la questione, altri addirittura negare la giustevolezza di queste posizioni.

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