Boldrini difende l’identità dei neri: l’unica identità che vuole eliminare è quella italiana

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Come vedete, l’unica identità che Boldrini vuole eliminare è quella italiana attraverso l’immigrazione di massa:

L’odio di questi individui verso la propria gente è quasi paradossale. E’ odio di sé che dirige le loro azioni.

Ah, e comunque il mondo negli anni ’50 era un luogo migliore. E la separazione razziale ne era sia un espressione che un risultato.




35 pensieri su “Boldrini difende l’identità dei neri: l’unica identità che vuole eliminare è quella italiana”

  1. Se a quel no seguiva una giusta defenestrazione restava tutto uguale!
    Dannati pigroni!!!
    Bisogna dire no?Bene!NO, tu non devi continuare ad esistere!!!Allora?Non sei ancora sparita?Vedi che conti balle?

  2. questa qui e il suo partitello di cessisociali e di falliti alla merdazon style erano estinti il vostro capitone li ha fatti rinascere!
    intanto Vox becchiamoci l’holodomor 2020 …Joseph è ancora una icona per i piddomarxisti!

  3. Più che paradossale, l’odio verso la propria gente é una malattia mentale, che purtroppo però non viene riconosciuta come tale. O quantomeno, diciamo che l’autorazzismo va bene solo se manifestato dai bianchi. Nell’ambito delle altre razze, a cominciare da quella negroide, verrebbe considerata (giustamente) come malattia mentale.

    Anche se non capisco come un ne(g)ro, che é brutto, primitivo e sessuomane, possa sentirsi orgoglioso della propria appartenenza razziale. Mentre invece il bianco, che è bello, ingegnoso, equilibrato ed ha sviluppato la civiltà, non ha questo orgoglio di essere tale. E questo sì che é assolutamente un paradosso. Non dico che il bianco deve sentirsi superiore alle altre razze, però avrebbe tutte le ragioni per convincersi di questo.

  4. Ma tu Werner ti bevi quello che la propaganda ti somministra! L’orgoglio raziale della gente di colore non esiste o meglio combattono contro un’impulso nostro di avversione nei loro confronti, ma lo stesso sentimento lo hanno verso se stessi. Quella che indossano è solo una buffa maschera. Ti racconto un episodio accaduto moltissimi anni fa… ero in vacanza alle terme di Montecatini e lì incontrai una negra, una delle prime arrivate in Italia. La intervistai per capire come mai si trovava in quel luogo con una macchina sportiva di qualità medio-alta. Mi disse che era sposata con un italiano ma lui le aveva dato un calcio in culo, allora per rappresaglia lei gli aveva sottratto la macchina. Ora viene il bello: volli scavare nella personalità ed emerse che aveva dei problemi gravissimi di autostima, tanto che per lei era un problema scendere dall’auto (sembra una comica ma è tutto vero) Quell’oggetto, per la piccola meschina, era un punto d’arrivo e senza di quella lei non era niente, si vergognava a tal punto del suo essere che non camminava praticamente a piedi.
    Ecco l’orgoglio di cui parli.

    Comunque il concetto della frase riportata “Nella vita bisogna saper dir no. Significa non rinunciare ai propri principi e alla propria identità”
    avremmo dovuto applicarlo noi bianchi quando il governo ha incominciato a calpestarci. Dobbiamo dare atto ai colorati, in genere, che hanno il coraggio di contrastare chi tenta di calpestare quelli che ritengono essere i loro diritti. Ecco perché la nostra razza scomparirà. Siamo vili.

    1. Non sono sicuro che sia esclusivamente viltà e nemmeno spontanea.

      Guardando al mondo occidentale in genere, dopo la sconfitta del nazismo i vincitori hanno iniziato una campagna di distruzione dell’identità dei bianchi. Nazionalismo e orgoglio della propria razza sono diventati tabù. Il marxismo culturale ha avuto finalmente mano libera (ricordo che sono stati tra i primi ad essere scacciati dalla Germania di Hitler proprio perché eversivi e, guardacaso, la Scuola di Francoforte era prevalentemente composta da membri della tribù). Ci hanno inculcato a forza, fin da bambini, che i bianchi sono cattivi e tanto hanno brigato che alla fine hanno creato la teoria critica della razza, il vero culmine dell’oicofobia. Ci hanno addestrato bene ad accettare qualsiasi cosa, anche le più autolesioniste, per non essere tacciati di nazifasciorazzismo. E di nuovo, guardacaso, siamo gli unici nel mondo ad avere subito questo lavaggio del cervello perché qualsiasi altro colorato non si fa nessuna pippa mentale in proposito. Qui da noi travestono tutto da diritti e libertà, quando è esattamente il contrario e, purtroppo, noi ci crediamo. Ne siamo convinti. Libertà di sottomettersi al pensiero unico. Tanto per dire, in Giappone c’è ancora il partito nazista. Chi è più libero, noi o i giapponesi?

    2. Sono solo bimbi viziati dalla mamma plutomassonica comunisto Negroide che li esalta ogni due per tre.

      Il bagno di realtà lo faranno quando saranno grandi e lasciati soli perché i bianchi estinti.

      L’età della pietra è dietro dietro l’angolo

  5. Appartengo ad una vecchia generazione, fine anni 50′ e la propaganda negroide sfrontata all’epoca non esisteva perché LORO non erano presenti sul territorio ma si portavano avanti, libri tendenziosi che già narravano di selvaggi africani, canzoncine tipo bellaciao a scuola, libri di testo ipocriti e falsi, insomma in tutto ciò che facevano o dicevano c’era già l’embrione dell’europeismo che pulsava di vita.

    1. I libri di storia scolastici, ne vogliamo perlare?
      Sono quelli che fanno capireche gli italiani discendano da tutti i popoli del pianeta perché l’Italia è sempre stata terra di conquista (ed anche una grande casa di tolleranza visto che ognuno che arrivava ci lasciava la sua discendenza).
      Sia chiaro, fatti storici oggi sminuiti e spesso smentiti da ricercatori autorevoli e lontani dal politicamente corretto.
      Però credo sia anche per via di questa propaganda dal dopoguerra ad oggi il motivo per cui la coscienza nazionale di un italiano è al pari di quella di un neozelandese.

    2. L’embrione europeista c’era già ai tempi del nazismo, se per questo (leggiti un po’ chi c’era tra i primi fondatori dell’unione europea prima che diventasse l’UE). Qui si tratta di genocidio dei bianchi (e uso il termine genocidio con cognizione di causa perché prevede anche l’annientamento culturale, come sta accadendo) perché storicamente e culturalmente sono quelli meno docili e più difficili da controllare. Sfruttando anche il senso di colpa intrinseco nella religione cristiana cattolica romana.

        1. Non c’è bisogno di andar su twitter.
          Solo un Un anno prima della Flottiglia :

          Paisà – Storie di Migranti in Campania

          Regia: Manolo Luppichini, Claudio Metallo, Jacopo Mariani
          Anno di produzione: 2009
          Durata: n.d.
          Tipologia: documentario
          Genere: sociale
          Paese: Italia
          Produzione: Teleimmagini, Candida TV, Insu^tv
          Distributore: n.d.
          Data di uscita:
          Titolo originale: Paisà – Storie di Migranti in Campania

          Sinossi: “Rifiutati” è un affresco sul montante razzismo in Italia alimentato dall’ignoranza e da speculatori politici a caccia di voti.
          “Rifiutati” è la storia di alcuni migranti che vivono e lavorano tra Napoli, Caserta e Castel Volturno, comune tristemente noto per la concentrazione camorristica, l’abusivismo edilizio ed, in tempi recenti per l’uccisione di sei ghanesi avvenuta nel settembre del 2008 ad opera di un gruppo di fuoco dei casalesi guidato da Giuseppe Setola. Il documentario si snoda tra la ricerca del lavoro, le difficoltà d’integrazione e di accoglienza narrate da migranti ed italiani. Il filo conduttore è costituito dallo sgombero di un palazzo abitato da famiglie di diversa nazionalità.

          1. —> ” è un affresco sul montante razzismo in Italia alimentato dall’ignoranza e da speculatori politici a caccia di voti.

            sembra di sentire Cagonte

        2. QUESTA E’ PURE PEGGIO::::

          I CATTIVISSIMI CROCIATI!!!!

          ECCO UNO SPLENDIDO ESEMPIO DI SPREGIATORE DELLA PROPRIA RAZZA E CULTURA:

          Partimmo dalla Lorena in un freddo mattin
          In sella verso la gloria e il compenso divin.

          Eustachio e Baldovino, fratelli miei cari
          Tra breve ci attendono giorni preclari.

          Il sangue dell’infedele le piaghe dovrà
          Di Cristo nostro Signore a fiumi lavar.

          Ci appare Gerusalemme nel suo splendor
          Le mura ne espugneremo per il Redentor!

          Quando penso a quel che ho fatto
          E mi guardo nello specchio
          Vedo un mostro, un dannato
          Son Goffredo il crociato.

          Dai varchi, è giunta l’ora, in città dilaghiam
          Feroci siccome i cuori le spade saran.

          Ebrei, musulmani tremate implorate
          Il cuore dei cavalieri è senza pietà.

          Gesù Uomo-Dio, mio Cristo risorto
          Di te Condottiero la voce ascolto.

          Noi siam gli strumenti del fato divino
          Dell’unico Dio, del retto cammino.

          Quando penso a quel che ho fatto
          E mi guardo nello specchio
          Vedo un mostro, un dannato
          Son Goffredo il crociato.

          Oh Santa Gerusalemme in fiamme risplendi
          Gridiamo esultanti la gloria ci rendi.

          L’amore cristiano ci muove la mano
          E apre la strada a un futuro lontano.

          Oh Cristo di vita-morte tu vuoi ch’io dia morte
          E morte e ancora morte e sempre più morte.

          Per Cristo, con Cristo, di Cristo, da Cristo
          Oh Duce tremendo, santissimo Cristo!

          Quando penso a quel che ho fatto
          E mi guardo nello specchio
          Vedo un mostro, un dannato
          Son Goffredo il crociato.

          Strappate gli infanti dai seni tremanti
          Gettateli in pasto ai cani frementi.

          Islam e Maometto e numi pagani
          Per voi maledetti non v’è più domani.

          Sgozzate miei prodi, sventrate impiccate
          Straziateli in tutti i possibili modi.

          Bruciate la sinagoga, ardeteli vivi
          Infami giudei, razza di deicidi.

          Quando penso a quel che ho fatto
          E mi guardo nello specchio
          Vedo un mostro, un dannato
          Son Goffredo il crociato.

          Nel sangue alle caviglie marciam vincitori
          Abbassa la testa infedele e poi muori.

          Non più s’ode un pianto, non s’alza un lamento
          C’è solo il silenzio del Santo Sepolcro.

          Cantando di gioia alziamo la mano
          Al nostro Signore preghiere leviamo.

          Purissima Vergine e Chiesa di Roma
          Vi offriamo la preda in catene ormai doma.

          Quando penso a quel che ho fatto
          E mi guardo nello specchio
          Vedo un mostro, un dannato
          Son Goffredo il crociato.

          Quando penso a quel che ho fatto
          E mi guardo nello specchio
          Vedo un mostro, un dannato
          Son Goffredo il crociato.

  6. MUORO:

    “Verrà, sì verrà la libertà,
    La terra che amiam ci rivedrà.
    Non invan sofferto noi abbiam,
    Oh madre a te torniam.

    Oh Palestina che brilli nel cuor,
    Oh stella che arde d’amor!…
    Sionisti, oppressori, tiranni cadran.
    Verrà la libertà.

    Fratelli Ebrei, vivete con noi.
    Un solo Paese sarà.
    Giustizia, eguaglianza insieme avrà
    La nuova umanità,
    La nuova umanità. ”

    AHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAHAHHAHAH

  7. Ma povero decrebrato romano mantenuto di sta minchia.
    Non sei neanche in grado di capire cosa leggi.
    Con ste frasette in inglese da bimbominchia.

    Fatti un clistere e soprattutto i cazzi tuoi

  8. “Guardando al mondo occidentale in genere, dopo la sconfitta del nazismo i vincitori hanno iniziato una campagna di distruzione dell’identità dei bianchi. Nazionalismo e orgoglio della propria razza sono diventati tabù. Il marxismo culturale ha avuto finalmente mano libera (ricordo che sono stati tra i primi ad essere scacciati dalla Germania di Hitler proprio perché eversivi e, guardacaso, la Scuola di Francoforte era prevalentemente composta da membri della tribù). Ci hanno inculcato a forza, fin da bambini, che i bianchi sono cattivi e tanto hanno brigato che alla fine hanno creato la teoria critica della razza, il vero culmine dell’oicofobia. Ci hanno addestrato bene ad accettare qualsiasi cosa, anche le più autolesioniste, per non essere tacciati di nazifasciorazzismo. E di nuovo, guardacaso, siamo gli unici nel mondo ad avere subito questo lavaggio del cervello perché qualsiasi altro colorato non si fa nessuna pippa mentale in proposito. Qui da noi travestono tutto da diritti e libertà, quando è esattamente il contrario e, purtroppo, noi ci crediamo. Ne siamo convinti. Libertà di sottomettersi al pensiero unico. Tanto per dire, in Giappone c’è ancora il partito nazista. Chi è più libero, noi o i giapponesi?”
    Quoto tutto: vero e ben espresso. Cambio solo due parole: nazionalsocialismoinvece di “nazismo” e nazionalsocialista invece di “nazista”. Per il resto completamente d’accordo.

      1. e sottoscrive mentre ha passato la vita a lottare dalla stessa parte con chi quell’ideologia cavalcava, immigrazionisti spinti tipo Manolo Luppichini e si faceva salvare la ghirba dal Soccorso Rosso Giudiziario per vari atti che gli son stati abbuonati proprio grazie al fatto che era poi fondamentalmente “dei loro” .

  9. Dite, per cortesia, al lurido grullissimo e cretinissimo, livido individuo guardone-spione gonfio di atrabile, che non gli risponderò mai. Per quanto mi riguarda la sua carcassa è già ubicata al cimitero.

  10. “L’embrione europeista c’era già ai tempi del nazismo, se per questo (leggiti un po’ chi c’era tra i primi fondatori dell’unione europea prima che diventasse l’UE).” In effetti l’idea di Europa che i nazionalsocialisti teorizzavano e cercarono (nei pochissimi anni messi a loro disposizione dalle stelle) di realizzare era l’OPPOSTO dell’edificio che i kosherusurai vincitori, dopo il 45, a poco a poco costruirono. Da un lato si trattava di unione libera e fraterna dei popoli del continente, ognuno con la propria identità etnica, storica e nazionale, dall’altro di prigione, melting pot e disssolvimento (in tutti i sensi) dei popoli stessi sotto il lurido tallone della kippahfinanza. Nel mio canale di archive.org c’è al riguardo il video di una conferenza (una delle tante, tutte bellissime) di Maurizio Rossi che vi consiglio vivamente – qui non posso mettere il link, perché verrei censurato. Scrivete, nel motore interno di archive.org, “EUROPA COME COMUNITA’ NELLA SUA LOTTA VITALE e IL TERZO REICH PER L’EUROPA”. Buona visione e buon ascolto.

  11. La mia impressione è che vogliano farci credere che Hitler sia arrivato ai vertici approfittando della prostrazione della Germania dell’epoca, soltanto perché la situazione economica in cui versava era una tragedia, ma molto probabilmente il popolo lo acclamó perché aveva la consapevolezza che sarebbe stato l’unico col suo coraggio e spavalderia a riuscire a contrastare il piano kalergi o le sue avvisaglie. Erano ben chiari nella mente dello statista i pericoli incombenti per la razza bianca ma è possibile che anche il popolo avesse subodorato ciò che tramavano gli ebrei? In questo modo tutto prende un senso compiuto.

  12. Eh si, bisognerebbe studiare a fondo il delicato periodo che ha preceduto la guerra per capire esattamente come e quando si sono sviluppati i piani strategici contro la nostra razza, se avevano già qualcosa in mente prima che kalergi esponesse le sue idee e se si è sviluppato strada facendo o se avevano già una linea chiara di comportamento che ci avrebbe portato dove siamo ora. Avevo letto qualcosa in merito… ma l’escalation negli ultimi anni, la velocità con cui portano avanti la follia, la loro sfacciataggine non è lontanamente paragonabile alle fastidiose scelte anni 60′ di cui parlavo nel post precedente. La nostra debolezza e l’accettazione passiva di tutto ciò che propinavano ha spianato loro la strada.

  13. “Erano ben chiari nella mente dello statista i pericoli incombenti per la razza bianca ma è possibile che anche il popolo avesse subodorato ciò che tramavano gli ebrei? In questo modo tutto prende un senso compiuto.” ESATTAMENTE. E quanto al leccagiuda (intimo, tra gli altri, di Louis de Rothschild, Max Warburg, Paul Warburg, Bernard Baruch) Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, costui riuscì PER UN PELO a farla franca e a non cadere nelle mani dei nazionalsocialisti, riuscendo a scappare in fretta e furia dall’Austria (prima in Cecoslovacchia, poi in Francia, in seguito in Svizzera, infine in Portogallo e di lì… negli Stati Uniti, dai suoi amici banchieri ebVei di oltre Manica) … Hitler, contrarissimo ai piani per l’Europa del tizio in questione aveva scritto di lui già nel 1928 all’interno del suo Zweites Buch (Secondo libro – tradotto con questo titolo dalla benemerita Thule Italia editrice nel 2016) definendo il massone mezzosangue austriaco come rappresentante dei “bastardi di tutto il mondo” (“Aller welts bastarden”).

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