Cittadinanza e niente espulsioni: il governo dà il via all’invasione

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Prosegue l’esame del decreto che abroga i decreti sicurezza in commissione affari costituzionali alla Camera dei Deputati. Il testo, dopo l’approvazione da parte del governo e la pubblicazione in Gazzetta l’ottobre scorso, è in fase di conversione in legge. Dovrà passare poi dalle forche caudine del Senato, dove la minoranza di governo balla.

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E sono diversi gli emendamenti approvati da M5s e Pd per spalancare ulteriormente le porte all’invasione. Uno di questi ha come obiettivo un’ulteriore riduzione dei tempi delle procedure per le richieste di cittadinanza. Nel decreto approvato dall’esecutivo il termine massimo fissato è di tre anni. Un tempo ridotto rispetto al precedente decreto sicurezza. Nella norma voluta dal governo Conte I, con il forte impulso da parte dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, il tempo massimo era di quattro anni.

Con l’emendamento già approvato in commissione, presentato dal gruppo parlamentare del Pd, il termine è sceso a 24 mesi. Due anni quindi, la metà rispetto a quanto previsto dalle normative volute dal segretario del carroccio. Potrebbero essere concessi, come previsto dall’emendamento a cui è stato dato disco verde in commissione, ulteriori dodici mesi proroga in caso di necessità.

L’obiettivo della maggioranza giallorossa sembra quindi quello di tagliare in modo più netto i tempi amministrativi per ottenere le nuove cittadinanze. Hanno fretta di sostituire gli elettori italiani che non li votano più. Ormai sono dieci anni che governano senza avere vinto una cazzo di elezione.

Per Lega e Fratelli d’Italia il Pd vuole arrivare, prima della fine della legislatura, all’approvazione dello Ius Soli.

L’attuale legge sulla cittadinanza, che ha fortemente annacquato il sacrosanto principio dello Ius Sanguinis, è la n. 91/92, approvata da un altro Parlamento abusivo, quello dei tangentari. Lo scorso anno, come sottolineato dai dati Istat, sono state concesse 127mila nuove cittadinanze, 113mila di queste a persone di origine extra comunitaria. Rispetto al 2018 è stato registrato un incremento di circa il 10% dopo due anni di forti cali. Cosa ci fanno con la nostra cittadinanza:

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Oltre all’enendamento relativo alla cittadinanza, in commissione è stato dato via libera a un’altra modifica questa volta presentata da Laura Boldrini. Riguarda, in particolare, la possibilità per un migrante anche espulso di presentare altre domande di asilo e rimanere in Italia in attesa dell’esito: “Vergognoso – hanno subito commentato Francesco Lollobrigida ed Emanuele Prisco di Fratelli d’Italia – in Commissione Affari Costituzionali alla Camera è stato approvato un emendamento a prima firma Boldrini che in sostanza blocca l’allontanamento di uno straniero anche formalmente espulso”.

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“In pratica – hanno spiegato i due esponenti del partito della Meloni – un immigrato che si sia già visto bocciare la sua domanda di ingresso, potrà comunque presentare altre richieste per rimanere nella nostra Nazione e in attesa di riscontro potrà restare in Italia. Anche se destinatario di un provvedimento esecutivo emesso da un giudice, chi arriva illegalmente avrà, in questo modo, un’opportunità in più per evitare di essere rimpatriato. Non c’è niente da fare, la sinistra italiana non abbandonerà mai il vizio tutto ideologico di lavorare per abolire, di fatto, ogni limite agli ingressi di immigrati e limitare la possibilità di espellere chi in Italia non può stare. Ci chiediamo se in questo periodo di difficoltà per cittadini e imprese la priorità della sinistra possa essere quella di favore l’immigrazione irregolare”.




8 pensieri su “Cittadinanza e niente espulsioni: il governo dà il via all’invasione”

  1. Ma per gli idoti che commentano…

    ” Mattarella, Conte, Salvini, Meloni o la Boldrini
    …NON CAMBIA NIENTE”

    Esiste solo una risposta:

    ” SE SON CALATI GLI SBARCHI E’ TUTTO MERITO DI MINNITI”

    1. Salvini ha comunque delle grosse colpe su ciò che sta avvenendo oggi, se non faceva cadere il governo non eravamo di certo un paradiso ma sicuramente non saremmo stati nella situazione in cui ci troviamo oggi.

      1. Su questo punto sono convinto che era tutto pianificato, quel governo sarebbe caduto ugualmente, era solo questione di tempo del resto i 5 merde era palese fossero una costola del pd.La vera colpa dell’attuale opposizione é il nichilismo di fronte ad un gruppo di golpisti che decide senza legittimazione REALE alcuna protetti dall’omino del colle.

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