Terroristi e positivi: ma i porti rimangono aperti mentre gli italiani vengono chiusi in casa

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Mentre gli italiani stanno in casa per evitare i contagi da coronavirus, i migranti continuano ad arrivare per poi fuggire dai centri di accoglienza. Un pericolo per la sanità pubblica

Stranieri in quarantena che fuggono e gironzolano per le città mettendo a rischio la salute pubblica al contrario dei residenti delle zone interessate che sono costretti a stare nella propria abitazione il più possibile. Multe per chi esce di casa senza una valida giustificazione e migranti che stanno in giro come potenziali mine vaganti, capaci di aggredire anche le forze dell’ordine una volta richiamati a rispettare l’obbligo della quarantena.

Dopo l’attentato di Nizza dello scorso 30 ottobre a opera di un tunisino sbarcato a Lampedusa un mese prima, in un incontro tra il ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin e la collega italiana Luciana Lamorgese si è deciso di rafforzare il sistema dei controlli lungo il confine franco-italiano

A parlare della possibilità di schierare mezzi navali e aerei nel canale di Sicilia, previo accordo con le autorità tunisine, è stato lo stesso ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: “Dovrebbe essere previsto il posizionamento di assetti navali o aerei che possano avvertire le autorità tunisine di eventuali partenze da quei territori – ha dichiarato la titolare del Viminale – in modo che possano intervenire in autonomia nelle loro acque territoriali”. È l’ammissione che, di fronte all’incessante aumento del flusso migratorio dalla Tunisia, è possibile prendere contromisure. Al momento però quella del ministro è solo un’idea. Di concreto non c’è nulla.

Al momento però i confini marittimi rimangono esposti a ulteriori nuovi incontrollati ingressi.

E poco importa che minaccino di tagliarci la gola, li fanno sbarcare lo stesso:

Immigrati appena sbarcati minacciano di tagliarci la gola, PD li difende: “E’ solo un video”




Vox

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