Clandestini espulsi ritornano col barcone, giudice li lascia andare

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E’ evidente che abbiamo un problema serio con la magistratura militante rossa che, se non risolto, renderà impossibile qualsiasi soluzione a lungo termine.

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Arresti convalidati e nessuna misura cautelare applicata: è la bizzarra decisione del giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Antonio Genna, al termine dell’udienza sul caso dei tredici migranti accusati di avere violato il divieto di reingresso in Italia sbarcando a Lampedusa.

I clandestini, di nazionalità tunisina e marocchina, arrestati dalla squadra mobile della Questura di Agrigento, erano destinatari di un decreto di espulsione emesso da diverse Prefetture d’Italia, con cui gli si imponeva di non rientrare nel territorio nazionale per un numero variabile di anni.

Gli accertamenti della polizia, in seguito agli sbarchi dei primi tre giorni di novembre, hanno fatto emergere la violazione del provvedimento. Il pubblico ministero Emiliana Busto della Procura di Agrigento ha disposto il giudizio direttissimo. In mattinata gli arrestati – difesi tutti di ufficio dall’avvocato Gianfranco Pilato – sono comparsi davanti al giudice che, come chiesto pure dal pubblico ministero Fabrizia Fasulo, li ha rimessi in libertà dopo avere ratificato il provvedimento della polizia.

Il giudice, in ogni caso, ha dato il nulla osta all’espulsione dei clandestini che non hanno ancora terminato la quarantena all’hotspot.

Ma qualcuno può davvero pensare che questi aspettino in hotel il termine per farsi espellere? Indecente. Clandestini recidivi senza “alcuna misura cautelare” è roba da repubblica delle banane.




Vox

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