Il popolo in rivolta ha fame, Camera approva carcere per gli ‘omofobi’

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Migliaia di italiani in piazza contro il governo e il parlamento, due entità illegittime e abusive, loro si asserragliano nel Palazzo e come l’ancien regime si occupano di addobbi.

La Camera ha approvato (con 249 sì, 178 no e 5 astenuti) l’articolo 1 del ddl Zan contro l’omofobia. Il primo articolo della legge modifica l’articolo 604-bis del codice penale aggiungendo tra i reati punibili con la detenzione gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”.

‘Incitamento alla discriminazione’ può essere, ad esempio, dire che le adozioni gay o comprare bambini sono un abominio. E lo sono.

Preparano, come i nobili francesi, la ghigliottina per il popolo. Ma sappiamo poi chi finì sotto la ghigliottina.

Questo parlamento è un’accozzaglia di invertebrati e cozze attaccati alle poltrone.




Vox

5 pensieri su “Il popolo in rivolta ha fame, Camera approva carcere per gli ‘omofobi’”

  1. io non sono o omofobo, non ho paura di un frocio con un cazzo in culo, io provo vero schifo per loro, posso avere i miei gusti? ho schifo per questi…… il gusto drl piace non mi piace puo essere oggetto di un giudizio?… ma andate affanculo!

  2. tutto cio che volete ma intanto la gia miltarizzata rete-web pra sara un salasso per voi, l 0dio costa e andrete in galera! quindi vox presto chiudera: rimane aperto ballaro’, agora’, rai3, rai2, lasetta7 e i maginifii c- anali dei ghey : dplay 8, 9 con strozzacrozza e i ghei del 5racchi e dello stronzonequotidiano!

    1. Allora censureranno il vizietto 1 e 2, tutti i film dove si sfottono i gay, finiremo tutti in galera e resteranno solo loro fuori, bruceranno anche i libri e condanneranno gli psicologi che la definiscono disturbo.

  3. Il bello che la gente non sa nulla di questo scandalo, non è una legge è uno scandalo. In Emilia Romagna, la godereccia Emilia, questa legge c’è già è solo l’un per cento di noi emiliani sappiamo di cosa si tratta.
    Gli altri no.

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