Scatta il lockdown ma lo chiamano Giuseppi: tutto chiuso dalle 18 tranne i porti

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Manca solo l’autocertificazione nel nuovo DPCM che certifica i fallimento del governo: mesi passati a discutere dei banchi a rotelle di Azzolina e ora tutti chiusi in casa. Dimissioni.

E’ di fatto un lockdown a livello nazionale, ma non lo chiamano così. L’unica differenza è, per ora, l’assenza di autocertificazione per gli spostamenti – che vengono comunque ‘sconsigliati’ – e le ore d’aria fino alle 18. Perché pare sia un virus notturno.

Lo diciamo subito: non servirà a nulla, perché il virus si muove e diffonde nei trasporti, soprattutto ‘grazie’ alle scuole. Vi chiudono in casa per l’ossessione di Azzolina.

Le nuove misure restrittive contenute nella bozza del Dpcm che il governo si accinge a varare potrebbero restare in vigore fino al 30 novembre. E’ questa, spiegano fonti di maggioranza, l’ipotesi sul tavolo dell’esecutivo in queste ore.

“Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. E’ quanto prevede la prima bozza del Dpcm al quale sta lavorando il governo. La bozza, precisano fonti dell’esecutivo, è provvisoria e le misure potrebbero essere soggette a modifiche.

“Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”.

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Misure per palestre, piscine, bar, ristoranti nella bozza del nuovo Dpcm. “A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”, prevede il documento,

“Resta consentita senza limiti di orario – si legge ancora – la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

“Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque incoerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente”, prosegue.

Secondo la bozza, “aono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’ art. 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020”.

“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, si legge ancora.

Niente più banchetti e ricevimenti dopo matrimoni, comunioni e battesimi. E’ quanto prevede la prima bozza del Dpcm, suscettibile ancora di modifiche. “Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto – si legge nel documento – ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Il campionato di calcio con decine di individui in trasferta e centinaia di addetti per ogni partita no, le attività sportive per i cittadini chiuse.

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Chiusura di bar e ristoranti dalle 18 – fatta salva la possibilità di fare asporto- mentre i negozi rimarranno aperti. Chiusura per palestre, cinema e teatri, costretti a tirare giù le saracinesche. Questa, a quanto apprende l’Adnkronos da ‘autorevoli’ (NON RIDETE) fonti, l’ipotesi a cui lavora il governo, Ipotesi sul tavolo della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza, sospesa in attesa di vagliare i profili di economicità dei ristori (NON RIDETE) per salvaguardare (NON RIDETE) le categorie più colpite dal nuovo giro di vite allo studio del governo per fronteggiare la seconda ondata di covid-19.

Anticipare la chiusura dei bar e dei ristoranti alle 18, si apprende ancora, non comporterà un divieto di circolazione anticipato allo stesso orario, ovvero al tardo pomeriggio. Le stesse fonti spiegano che decisivo sarà ora il confronto con il Comitato tecnico scientifico e le Regioni sulla nuova stretta. La prosecuzione della riunione tra Conte e capidelegazione non è ancora stata fissata, si attende la verifica dei dicasteri economici sui ristori.

Le scuole rimangono aperte. Per l’ossessione di Azzolina. E tutti sanno che i contagi dipendono dalle scuole per i massicci spostamenti.

Questo governo tratta lo sport – non la Serie A che è business – come un orpello. Centinaia di migliaia di persone frequentano palestre e piscine per migliorare la propria salute. E visto che la scuola, pur con difficoltà, si può fare a distanza, ma l’attività fisica no, è vergognoso scegliere di chiudere le prime e non le scuole.

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Viene inoltre “fortemente raccomandato” di non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.




Vox

Un pensiero su “Scatta il lockdown ma lo chiamano Giuseppi: tutto chiuso dalle 18 tranne i porti”

  1. Speriamo conte resista alle cassandre ed agli uccellacci del malaugurio, perseguire l’immunità di gregge senza farsi accorgere dai suoi alleati e’ geniale. Far morire i vecchi pensionati che votano lega o PD porterà enormi vantaggi ai grillini, che hanno un elettorato giovane. Bene Conte, più si diffonde il coronavirus meglio e’!

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