Esplosione a ottobre con scuola e trasporti, d’estate abbiamo fatto il pieno di clandestini

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“Non c’entra niente l’estate”. Antonio Socci, su Twitter, condivide il grafico della Fondazione Gimbe sull’aumento dei contagi da coronavirus e sgombera il campo da un equivoco cavalcato, per la verità, da buona parte della stampa filo-governativa e dagli stessi ambienti di Palazzo Chigi: questa seconda ondata sarebbe nata dopo la “folle estate” di movida selvaggia e regole saltate. “Dal grafico – spiega l’editorialista di Libero – mi pare che l’esplosione della seconda ondata cominci ai primi di ottobre, quindi NON C’ENTRA NIENTE L’ESTATE (evocata sempre per colpevolizzare gli italiani).Se si considerano i giorni di incubazione credo che invece c’entrino riapertura scuole e trasporti”.

Il grafico è chiaro: circa due settimane dopo l’apertura delle scuole, con l’affollamento quotidiano dei mezzi pubblici, il contagio è dilagato. Era inevitabile. La Cina ha bloccato il virus per un solo motivo: dopo il lockdown chiunque entri deve fare almeno 2 settimane di quarantena.

Da noi entra chiunque da ogni posto. Prima orde di clandestini e immigrati di ritorno da Paesi dove il virus non era mai scomparso. E poi anche dopo l’esplosione in Francia e Spagna il governo non ha messo alcuna quarantena per chi provenisse dai due Paesi UE.

Così abbiamo creato un bacino di positivi che poi è esploso con la riapertura delle scuole e i contatti nei trasporti.

Guardate gli sbarchi prima di ottobre, ventimila, tra cui molti positivi, poi diffusi sul territorio. Guardate questo grafico, durante l’estate abbiamo imbarcato migliaia di clandestini:




Vox

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