Polonia,Corte dichiara aborto incostituzionale

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Detto che in casi di gravi malformazioni l’aborto deve essere concesso, anche se sempre di una morte si tratta, perché una vita di sofferenza è ingiusta, c’è sempre il rischio di abusi.

In Italia, ad esempio, la legge permette l’aborto solo terapeutico, ma è il grimaldello con cui sono arrivati i milioni di aborti che hanno spopolato gli asili italiani.

La Corte Costituzionale di Varsavia ha
deciso che l’aborto a causa di malattie
e malformazioni del feto non è conforme
con la Costituzione polacca. Sotto la
guida del presidente Julia Przylebska,
la corte ha così risposto a un ricorso
presentato da 119 deputati tre anni fa.

Con la decisione odierna l’aborto in
Polonia sarà quasi impossibile, dal
momento che la maggior parte dei casi
di interruzione di gravidanza ha come
motivo proprio le malformazioni. In at-
tesa del verdetto, ci sono state mani-
festazioni di protesta.




Vox

5 pensieri su “Polonia,Corte dichiara aborto incostituzionale”

  1. In Italia la legge consente di usare l’aborto come (post)contraccettivo. E di fatti, ci mancano 6 milioni di giovani italiani sotto i 40 anni. Anche in Italia la 194/78 sarebbbe incostituzionale, perché va in contrasto con l’articolo 31 della “costituzione più bella del mondo”, che recita così:

    “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”

    Ma la sinistra, che tira fuori la costituzione solo quando gli fa più comodo, nega questo aspetto. La 194, una legge ideologica fatta apposta per favorire l’anarchia sessuale nella nostra società, e per deresponsabilizzare, non protegge la maternità come recita l’articolo 31, e soprattutto spinge le donne a disfarsi dell’embrione per ragioni economiche. Ma più che per incostituzionalità, la 194 va abrogata per una questione di principio, per dovere morale verso la Patria, privata del suo futuro e del suo diritto a perpetuarsi.

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