BOOM CONTAGIO IN TUNISIA: E CE LI MANDANO TUTTI SUI BARCONI

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Esplode l’epidemia di coronavirus in Tunisia, e loro ci mandano tutti i giovani maschi in Italia sui barconi. E’ questa la ‘movida’ che diffonde il contagio:

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Cresce l’allarme coronavirus in Tunisia. Preoccupano in particolare i posti letto in terapia intensiva, già occupati all’80%, secondo il ministro della Sanità, Faouzi Mehdi. La situazione è “critica”, ha sottolineato il ministro ai media spiegando che i numeri parlano da sé: “la Tunisia, ha 181 posti di terapia intensiva e 145 sono già stati destinati a pazienti gravi”. Secondo i dati riferiti al 20 ottobre, sono stati registrati altri 1442 contagi (su 3.243 test effettuati), che portano il totale delle infezioni confermate nel Paese nordafricano a quota 45.892. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che il bilancio dei decessi è salito a 740, di cui 29 nelle 24 ore considerate. Delle persone che risultano ancora positive, 1034 sono ricoverate in ospedale, 168 in rianimazione e 95 in respirazione assistita. I tamponi effettuati da inizio epidemia sono 311.002.

Ne sono arrivati in Italia oltre 700 in un paio di giorni. Solo oggi oltre 300:

SETTE BARCONI SCARICANO CENTINAIA DI TUNISINI A LAMPEDUSA: GOVERNO DEL CONTAGIO

E’ invasione islamica, sbarcati oltre 700 clandestini in 6 giorni




Vox

3 pensieri su “BOOM CONTAGIO IN TUNISIA: E CE LI MANDANO TUTTI SUI BARCONI”

  1. E’ sempre stato così, il covid ha solo accelerato il processo. Ci scaricano la loro m…, così riducono la loro pressione sociale, soprattutto giovanile, quelli che causano più delinquenza e non sono inseriti in società, e allo stesso tempo creano teste di ponte demografiche, quinte colonne per spostare, nel lungo termine, gli equilibri interni e un domani magari intervenire in Europa, come la Turchia, che è il più potente dei paesi islamici, ha iniziato a fare da qualche anno.
    I nostri imbecilli governanti ed economisti accolgono di buon grado quelle che credono braccia di lavoratori a basso costo, incuranti dei danni sociali, etnici e criminogeni, ed infine politici, che generano.

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