Espulsi da Salvini ri-sbarcano: non sanno nemmeno come è arrivato a Lampedusa

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I carabinieri, a Lampedusa, hanno arrestato, nelle ultime ore, un tunisino pizzicato al porto. Non si tratta di un ospite dell’hotspot, anzi non è neanche chiaro come e quando l’immigrato sia arrivato sull’isola.

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E’ risultato però essere destinatario di un decreto di espulsione ed è per l’inottemperanza che il 34enne è stato arrestato. E’ stato collocato, in attesa della direttissima, nelle camere di sicurezza della caserma.

Non sanno nemmeno come è arrivato. Che controlli!

Ma si moltiplicano i casi clandestini espulsi da Salvini che tentano il rientro per essere regolarizzati del governo del contagio e dell’invasione. Non solo tunisini in Sicilia. Anche Algerini in Sardegna.

La Squadra Mobile di Cagliari, con la collaborazione della Guardia di Finanza, ha arrestato stamattina un 28enne e un 25enne entrambi di nazionalità algerina: l’accusa è di essere rientrati in Italia dopo un decreto di espulsione della durata di cinque anni che non era ancora scaduto.

Il primo clandestino era tra i dieci intercettati dalla Guardia Costiera dieci giorni fa a bordo di un barchino a circa 4 miglia nautiche dalle coste di Porto Pino, comune di Sant’Anna Arresi.

Il secondo clandestino è stato raccattato assieme ad altri undici il 23 settembre scorso da un equipaggio della Guardia di Finanza: il barchino con cui erano arrivati era rimasto incagliato fra gli scogli del comprensorio del poligono militare di Teulada.

Entrambi sono stati condotti in Tribunale per il rito della direttissima.

A seguito dell’udienza, dove è stato convalidato l’arresto, sono stati concessi i termini a difesa e il nulla osta all’espulsione. Con solito foglietto di via, ovviamente.




Vox

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