Il trucco PD-M5s per dare la cittadinanza a 3 milioni di immigrati

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Lo ius culturae sarebbe, non solo uno ius soli mascherato, ma anche il mezzo attraverso cui dare la cittadinanza quasi istantaneamente a milioni di immigrati.

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Hanno fretta.

Ius Culturae è il nuovo nome che il Pd ha dato allo ius soli. E il partito del ribaltone, al governo per la quarta volta in sei anni senza voto popolare. Per dare la cittadinanza a centinaia di migliaia di immigrati.

Altro non sarebbe che il cavallo di Troia per estendere poi la cittadinanza a genitori, fratelli e sorelle che non hanno completato nessun percorso scolastico e avere così milioni di nuovi italiani, facendo diventare italiani milioni di immigrati che di restare qui (come dimostrano le loro rimesse verso i Paesi di origine) non ci pensano minimamente e sono qui di transito solo per qualche anno.

Una mossa che riveste una semplice finalità sotto gli occhi di tutti: avere milioni di nuovi elettori per il Pd, che alle urne non può più sperare nel voto degli italiani, tranne una minoranza, decrescente che è a cavallo del venti per cento. La metà dei soli partiti sovranisti italiani.

Del resto l’unica differenza, tra chi la ha la cittadinanza e chi non ha la ha, in termini di diritti è solo il voto, il diritto elettorale attivo e passivo, per il resto non cambia nulla.

Vogliono rendere italiani, con un colpo di penna e con il voto di un Parlamento che rappresenta una minoranza di invasati, 800mila figli di immigrati. I futuri persecutori dei vostri figli.

Il piano è ambizioso e criminale: dare la cittadinanza a qualche centinaio di migliaia di figli di immigrati in tempo per le prossime elezioni. Che loro sperano siano nel 2023.

Praticamente tutti i terroristi islamici, a parte quelli arrivati sui barconi come ‘profughi’, erano figli di immigrati nati e cresciuti in Paesi europei. E tutti con cittadinanza.

L’obiettivo dovrebbe limitare al massimo l’ingresso di figli di immigrati, abrogando i ricongiungimenti familiari, e l’acquisizione della cittadinanza, come Salvini aveva iniziato a fare dimezzandole in 14 mesi. Invece, questi vogliono fare il contrario. Sono criminali. Nemici.

ISTAT: è sostituzione etnica, in 10 anni + 2milioni immigrati e – 500mila italiani

Ma il piano a medio termine è ancora più ambizioso: rendere ‘italiani’ almeno 3 milioni di immigrati.

Che è sicuramente una proiezione ottimista, che tiene conto di 1,6 milioni di genitori e di meno di 1 fratello/sorella per nuovo ‘italiano’. Questo perché, si suppone, negli 800mila già sarebbero inclusi diversi fratelli’. Ovviamente, in pochi anni questa cifra salirebbe fino a coprire tutti gli oltre 5 milioni di immigrati residenti in Italia.

Quindi Pd-M5s vogliono allevare una nuova base elettorale per fare uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più fare: votarli.




Vox

7 pensieri su “Il trucco PD-M5s per dare la cittadinanza a 3 milioni di immigrati”

  1. Occorre studiare e mettere in atto forme sostenibili di apartheid, cioè segregazione razziale, separando senza leggi scritte i Bianchi dai non-Bianchi che presto avranno la stessa cittadinanza. Salvino e Melona diranno che ciò “gli fa orrore”, quindi non pretendiamo che possano in alcun modo abbracciare questa giusta causa: bisogna far da soli.

    1. Sono sempre piú convinto che il centrodestra non andrá piú al potere ci sono ancora quasi 3 anni per le prossime elezioni e nel frattempo di trucchi questi criminali PD sinistre varie e movimento faranno in modo che ció non accada. Il centrodestra é troppo rammollito solo chiacchere e nessuna azione mi ha profondamente deluso e credo abbia deluso moltissimi dei suoi elettori sono troppo ben pagati per fare azioni di forza cosi come sono troppo ben pagati tutti questi generali e ammiragli delle forze armate.

    2. Carissimo RaHoWa hai visto come è finito l’apartheid in Sudafrica? Tutto il potere nel Paese è in mano ai negri e per i cittadini bianchi (perlopiù di origine tedesca e olandese) la vita è molto dura.
      Chi ha potuto ha lasciato il Paese e gli altri lo stanno facendo.
      In Sudafrica i bianchi sono gravemente discriminati.

      1. Certo, infatti la differenza è che, come specificato nel commento, deve essere una forma di prassi autogestita non sancita da leggi. L’apartheid sudafricano non è finito male per suoi demeriti, ma perché un criminale politico e traditore del suo popolo di nome De Klerk ha messo fine alla legislazione che lo garantiva. Sul campo delle leggi e della politica vincono sempre loro, sul quello della coscienza individuale e della prassi condivisa ce la possiamo giocare.

  2. “Del resto l’unica differenza, tra chi la ha la cittadinanza e chi non ha la ha, in termini di diritti è solo il voto, il diritto elettorale attivo e passivo, per il resto non cambia nulla.”

    Questo è grossamente sbagliato, perché i clandestini che poi gli danno la cittadinanza, passano in testa a tutte le graduatorie del welfare, case popolari, eccetera.

    Ovviamente ‘sta cosa non si risolve con l’apartheid, ma è un fatto politico: http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/09/05/politica/ogni-vuoto-viene-riempito

    per quanto riguarda la guerra d’invasione, l’abbiamo già persa. La cultura dell’apericena ci ha sfibrati, e nessuno pensa lontanamente di difendere i confini, a rischio della pelle, con la guerra sulle coste della Libia – perché tale sarebbe. E’ come al crollo dell’Impero Romano. I barbari erano più forti dei romani che si erano rammolliti.

    Vedete voi.

  3. Invece quanto detto da Vox corrisponde alla realtà: gli immigrati, anche clandestini, già oggi, senza cittadinanza, passano in testa a tutte le graduatorie per il welfare e beneficiano della sanità pubblica cui non contribuiscono. L’ultimo tabù resta il voto, che si può esercitare solo da cittadini. Avranno anche quello e, visto che qualsiasi soluzione politica a vantaggio degli autoctoni è ormai irrimediabilmente compromessa, resta solo l’autogestione in apartheid.

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