Marocchino integrato brucia viva la moglie a Brescia: morta dopo agonia

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E’ morta all’ospedale di Genova, dove era ricoverata da una settimana, la donna di 45 anni che una settimana fa era stata bruciata viva dal marito marocchino.

L’afroislamico, anch’egli ustionato, è piantonato in ospedale. Per lui era immediatamente scattato l’arresto, con l’accusa di tentato omicidio che ora si trasforma in omicidio. Già interrogato in settimana in ospedale dove è ricoverato e piantonato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Ma leggiamo la bizzarra conclusione dei media italiani:

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Brescia, la coppia di origini marocchine, senza figli, ha litigato in casa domenica scorsa. Dietro all’aggressione del marito, che avrebbe cosparso il corpo della moglie con liquido infiammabile per poi appiccare il fuoco, non ci sarebbero motivi religiosi o di mancata integrazione.

Che culo, era perfettamente integrato.




Vox

8 pensieri su “Marocchino integrato brucia viva la moglie a Brescia: morta dopo agonia”

  1. E adesso restano in capo a noi gli oneri per processarlo, difenderlo (gratuito patrocinio, ce mancherebbe!), condannarlo, mantenerlo in carcere, ecc.
    Ecco il risultato della solidarietà, tolleranza, accoglienza.
    Ma andassero a fanculo!

  2. 1.Per gli stranieri pena di morte da eseguire in pubblico;
    2. Processo per direttissima tramite giuria popolare; 3. Un solo un grado di giudizio;
    4. Rigetto in toto della carta internazionale per i diritti umani in caso di stranieri che non accettano i valori cristiani e non rispettano le tradizioni culturali nazionali.
    E comunque non sarebbe abbastanza.

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