“HANNO FATTO MORIRE MIO PADRE DI FAME E IN SOLITUDINE A CAUSA DEL COVID”

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Morire di fame per non morire di Covid. Ma quando la giornalista e antropologa Tiziana Ciavardini si è recata al Policlinico Casilino per dare la necessaria assistenza al padre, il Cavalier Arnaldo Ciavardini, le è stato risposto picche. Perché? “Se la prenda con chi è andato in vacanza”.

Un focolaio di coronavirus ha fermato tutto, incluso il vitale rapporto – ancor più necessario in questo caso – tra padre e figlia: Ciavardini non era affetto da Covid, è stato ricoverato a luglio dopo una visita cardiologica di routine. La struttura, a dirla tutta, sarebbe covid free (dicitura che ora deve essere aggiornata) e non a caso la giornalista ha avuto la premura di trasferire lì il papà poi deceduto nella mattina di lunedì.

Era ancora lucido fino a ventiquattro ore prima del decesso, ma la Ciavardini non ha comunque potuto portare cibo né calore: tre infermieri le hanno impedito di vederlo, e gli ostacoli sono iniziati ben prima, quando la settimana precedente c’è stato il riscontro di più casi di Covid all’interno della struttura e ogni accesso a chi non fosse infermiere, è stato negato.

Niente notizie, nessuna risposta alle chiamate da parte del personale, contatti irrisori tra Arnaldo e la sua famiglia.

Sono iniziate a peggiorare lì le condizioni di Ciavardini, “morto di fame perchè nessuno lo ha aiutato a mangiare, di sete e di solitudine in una fredda stanza di un ospedale quando avrebbe potuto stare serenamente assieme ai suoi cari”, scrive la giornalista sui social: “Non sono addolorata, sono solo molto ma molto arrabbiata”.




Vox

3 pensieri su ““HANNO FATTO MORIRE MIO PADRE DI FAME E IN SOLITUDINE A CAUSA DEL COVID””

  1. Medici ed infermieri, se c’è un minimo di giustizia a questo mondo, devono passare un inverno! Secondo i miei calcoli dovremmo avere nella stagione fredda almeno 300 morti ogni 10.000 malati al giorno, sono dati estrapolati dalla prima ondata in Sudamerica dove oltretutto la popolazione e’ più giovane che da noi. Se avremo periodi con 30.000 positivi al giorno, e li avremo, oh se li avremo, torneranno belli tranquilli gli agognati 900 che arrotondiamo a 1000 morti al giorno. Sapete che significa? Che medici e infermieri si fanno un bel caletto da ottobre a marzo che gli passa la voglia di fare gli angioletti dei malatini.

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