Il piano UE: vietato respingere le ONG, ma solo per l’Italia

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Il nuovo Patto sui migranti dell’Ue favorisce le Ong. Nessun codice di condotta. Ecco come la Ue ci vieterà di chiudere i porti alle Ong.

L’unica novità riguarda la costituzione di “un gruppo di esperti” col compito di studiare le normative, mettere in contatto tutti gli attori e provare a far collaborare gli Stati di frontiera con quelli di bandiera delle navi private (magari per stabilire le responsabilità dello sbarco). Per il resto, la raccomandazione contiene solo un generico invito ai Paesi a scambiarsi “informazioni sulle navi coinvolte” nelle operazioni Sar e “sui soggetti che le gestiscono e le possiedono”, così da verificarne “la conformità alle norme di sicurezza” e controllarne le attività. A parte questo, nient’altro: nessun codice di condotta per le Ong; nessuna limitazione alle operazioni. Solo il monito a “non criminalizzare”.

Ed è qui che entra in scena la “Guida” contro il favoreggiamento all’immigrazione clandestina. La leggi comunitarie, come quelle nazionali, prevedono infatti condanne penali per i cosiddetti “facilitatori”, cioè chi favorisce l’ingresso irregolare di clandestini nel territorio europeo. Tra questi, a rigor di logica, potrebbero rientrare anche le Ong, che di fatto caricano i migranti di fronte alla Libia e li portano senza documenti in uno Stato membro. La normativa però ammette alcune eccezioni, tra cui proprio gli interventi Sar realizzati a scopi umanitari e di salvataggio. In sostanza: se salvi un naufrago irregolare perché sta affogando e lo porti in Europa, non sei passibile di denuncia. Norma sacrosanta, sia chiaro. Ma nella sua “Guida” l’Ue non si limita a riaffermare alcuni principi di diritto internazionale. Va oltre, affermando tout court che “la criminalizzazione di Ong o di altri attori che svolgono operazioni di ricerca e soccorso in mare” costituisce “una violazione del diritto internazionale”. Quindi guai a mettere i bastoni tra le ruote alla flotta di navi solidali che solcano il Mare nostrum.

Negli ultimi tempi infatti le Ong non hanno fatto altro che lamentare una sorta di persecuzione nei loro confronti. Soprattutto in Italia e in particolare durante il governo gialloverde. Lo hanno comunicato a Bruxelles durante una serie di consultazioni avute negli ultimi mesi, esprimendo “crescenti preoccupazioni” e affermando di temere le “sanzioni da parte delle autorità”. L’Ue ci ha ragionato su e ovviamente gli ha dato subito ragione.

Vedete, la Ue è il Male. Non è altro che una struttura burocratica al servizio dei poteri globalisti per destrutturare gli Stati nazione.

Per questo l’unica alternativa è destrutturare prima la Ue. E poi creare una vera Europa delle Nazioni. Senza una struttura burocratica sovranazionale che, come sempre, finisce in mano a ‘loro’.




Vox

2 pensieri su “Il piano UE: vietato respingere le ONG, ma solo per l’Italia”

  1. E, di grazia, chi la dovrebbe destrutturare? In tutta l’Europa non ci sono palle sufficienti a farlo (o, meglio ancora, ci sono solo interessi a mantenerla così com’è). Un vago spiraglio di luce potrebbe venire dagli USA di Trump che, ogni tanto, prova a buttare lì l’ipotesi di uscirne e affidarsi a lui, ma… timeo danaos et dona ferentes.

    Penso che ci si possa liberare dal giogo dell’UE solo con metodi diretti e violenti o con il risveglio e l’accordo di gran parte degli Stati membri, cosa che non avverrà mai.

    E comunque, UK sta uscendo, ma continua ad essere vittima della mentalità progressista e le cose non sono minimamente migliorate dal punto di vista culturale. Anzi. Ora stanno per smontare completamente Londra cambiando nomi alle vie e ai palazzi e sostituendo statue per tenersi al passo con il multiculturalismo. Tanto ormai era persa, va bene, ma dimostra, secondo me, che l’UE alla fine è solo uno dei tanti sintomi. Forse il più grave e anche uno strumento, ma il vero male va cercato altrove. Cherchez le juif.

  2. Effettivamente, nel corso attuale della storia, solo una guerra che da est (Russia) ed Ovest (USA e Regno Unito) stritolasse la ue potrebbe portarne alla scomparsa.
    Peccato che non ci sia quel contrasto ideologico tale da prevedere, nel medio periodo, simili sviluppi.

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