De Benedetti contro il leader della maggioranza: “Salvini estremista emarginato”

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Intervenuto ad “Omnibus”, lo svizzero senile non ha risparmiato velenosi commenti nei confronti del leader del primo partito italiano: “Gli estremisti sono sempre pericolosi e Salvini è un estremista, su questo non c’è dubbio, ma ora è stato emarginato”.

Beh, emarginato con i suoi milioni di elettori. Ma Salvini deve iniziare ad usare il potere derivante dal consenso. Senza timidezza.

Con il mondo rappresentato da De Benedetti è tempo di usare il manganello democratico. Conte, Salvini, è un usurpatore. E’ dove dovresti essere tu.

A mettere i puntini sulle proverbiali “i”, dopo il voto alle regionali, ci pensa Matteo Salvini. Già, la Lega fa incetta di voti e strappa le Marche e lo sconfitto sarebbe lui. Certo, forse alcune dichiarazioni troppo nette su un cappotto alle urne ora gli si ritorcono contro, ma i numeri parlano chiaro: parlare di sconfitta di Salvini e del Carroccio è follia. E questo concetto, intercettato a Roma a margine della presentazione del nuovo soggetto di rappresentanza degli ambulanti nato dall’accordo di Ana e Ugl, lo spiega nel dettaglio propri Salvini, ribadendo un concetto speso anche nel corso di CartaBianca, di Bianca Berlinguer su Rai 3, in onda martedì 22 settembre: “Il Pd dice di aver vinto perché ha perso meno del previsto”, rimarca l’ex ministro dell’Interno. Dalla Berlinguer, aveva affermato: “Fatemi capire… il Pd ha vinto perché ha perso meno del previsto e la Lega ha perso perché ha vinto meno del previsto?”. Inappuntabile.




Vox

6 pensieri su “De Benedetti contro il leader della maggioranza: “Salvini estremista emarginato””

  1. Salvino ha scelto non solo di emarginarsi, ma nei prossimi anni si toglierà definitivamente dalle palle, è come se avesse scelto l’irrilevanza – forse mal consigliato, forse per suoi problemi personali o, più probabilmente, per mancanza di idee chiare. L’errore più grande sarebbe, da parte di chi crede in soluzioni politiche, continuare ad appigliarsi a Salvini e precipitare lentamente nell’ombra dell’irrilevanza con lui. Soluzioni politiche non ne esistono, di sicuro non a breve termine. L’unica soluzione politica è formare un fronte culturale ampio e organico a qualche grosso partito, fino a dettarne l’agenda, oppure che trovi una propria rappresentanza diretta ma lì servono i numeri. Per farlo serve una cosa sola: idee chiare e non edulcorate e non modificarle in seguito, qualsiasi cosa accada. Una soluzione non politica c’è ed è alla portata di tutti: l’apartheid non sancito da leggi, applicato tramite il semplice “distanziamento razziale” cioè perseguendo come priorità il vivere in presenza di meno non-Bianchi possibile (tendendo allo 0).

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