Toscani contro la maggioranza degli italiani: “Chi vota Salvini è un barbaro”

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Oliviero Toscani totalmente fuori di testa, anche per i suoi non certo elevati standard, nell’intervista di commento alle elezioni a La Zanzara.

“La Ceccardi era una barbara, dalla Toscana è venuto un segnale fantastico. La Toscana è un posto civile e dove c’è civiltà la Lega non va, mentre dove c’è barbarie funziona”.

In questo modo definisce ‘barbara’ la maggioranza degli italiani che vota Salvini e il fronte sovranista e, comunque, anche oltre il 40 per cento dei toscani. Un invasato totale. Un personaggio totalmente incapace di analizzare la realtà.

“Zaia deve ringraziare me se è stato eletto la prima volta. Ha difeso i veneti quando ho detto che erano ubriaconi”, ha provocato Toscani, a sua volta provocato dal conduttore de La Zanzara. Cruciani, infatti, ha stuzzicato il fotografo, chiedendo se a essere ubriachi non siano gli elettori di Zaia: “Forse un po’ sì. Prima o poi cambierà anche lì, anche in Veneto arriverà la civiltà”.

“Del Debbio mi sta proprio sui coglioni, una vergogna per il giornalismo come Giordano, sono come l’avanspettacolo. La politica è una cosa seria, questi sono dei prezzolati ridicoli. Non sono giornalisti, sono messi lì per fare audience per gli stupidi che trattano la politica in questo modo”. Non si risparmia, il fotografo, nell’attaccare i conduttori di Quinta Colonna e Fuori dal coro, dove lui più volte ha avuto degli scontri: “Quando vai da loro più dici cose giuste più passi per stupido. Sono prezzolati dall’audience televisivo. Crozza non fa più ridere, Giordano è molto meglio, è il nuovo comico. È un poveretto, sa di essere in malafede, non approfondisce nulla, non ragiona poveretto”. Alla ribattuta di Giuseppe Cruciani, che ricorda a Toscani la carriera da professore universitario di Del Debbio, il fotografo risponde: “Ci sono tanti professori del cazzo, figurati, doveva fare il seminarista, continuare a fare il salesiano”.

Il fatto che questi sciacalli ubriachi di sinistra festeggino per essere scomparsi in Veneto, avere straperso in una regione rossa come le Marche ma essersi salvati in Toscana, dove vincevano di trenta punti, è il segno di un tracollo prima culturale che politico.

Culturalmente sono già finiti. Le loro posizioni resistono per mero attrito demografico. Ora sta all’altra parte trasformare la vittoria culturale in successo politico.




Vox

10 pensieri su “Toscani contro la maggioranza degli italiani: “Chi vota Salvini è un barbaro””

  1. Firenze e zone limitrofe sono congelate nella rete di clientele,benefit e familismi; è stato coltivato bene l’orticello..ma prima o poi arriva la siccità..a meno che non si vadano a prendere voti e votanti nella savana.🇮🇹

    1. Anche quelli quando durerebbero? I partiti socialisti europei e democratici americani sono già fratturati internamente dalle loro minoranze che esigono leggi e prebende per i loro, non per tutti i cittadini, e perdono pezzi laddove iniziano, come in Belgio, ad acquisire tale massa critica da poter creare direttamente partiti etnico-religiosi, loro scopo finale.
      Il problema della sinistra è che è talmente demente da non vedere il disastro che incombe su se stessa. O peggio, che è contenta di vedere, in un nichilismo che coinvolge loro, ma tutte le comunità nazionali occidentali. 🇮🇹

    1. “Sbabbari, uomini di inaudita viulenza, di inaudita ferocia, figli del Dio Odino! Io vi dico, vostro re, che questa volta li romani hanno tirato troppo la corda! E quindi io vi dico che chi la fa l’aspetti. È chiaro?”

  2. É incazzato perché il PD ormai sta perdendo ovunque e resiste solo nella sua Emilia e in Toscana. In Campania e Puglia ha vinto solo grazie al fatto che il cdx ha presentato dei candidati mediocri. E poi non solo, in Campania c’é una frattura interna in Forza Italia causata da Mastella che ha appoggiato De Luca.

  3. 3 possibilità: chi vota pd o è un demente, o un analfabeta funzionale o un frocio-comunista! Qauli delle 3?
    Tasto blu aiuto da casa , tasto rosso aiutino da Soros!
    O magari tutte e tre insieme. No, è?

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