Se il PD esulta per vittoria in Toscana significa che sono finiti

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Era il 2005 e il candidato Pd (al tempo PDS) distruggeva lo sfidante di destra 57 a 32. Il resto andava ad un candidato di estrema sinistra.

Nel 2010 finì 60 a 34. Nel 2015 48 a 29.

Oggi, al momento, sembra finirà 48 a 41. Il fatto che il PD esulti per una vittoria in Toscana è già il segno di un tracollo. Come già accaduto in Emilia Romagna dove, tra l’altro, le possibilità erano anche maggiori per la Lega.

Le vittorie, prima che politiche, sono culturali. Difficile per un ‘vecchio’ cambiare voto dopo decenni di propaganda e nessun accesso alla rete. E’ quindi un miracolo avere ridotto lo svantaggio da trenta a sette punti rendendo contendibile una Regione che non lo era mai stata.

Anche se Salvini avesse sfruttato di più l’aggressione africana, invece di farsi inutili selfie con gli immigrati regolari, a caccia di un inesistente voto moderato – la maggioranza dei ‘vecchi’ che vota Pd in Toscana ed Emilia è piuttosto razzista, almeno quanto i ‘vecchi’ veneti che votano Zaia -, non sarebbe stato sufficiente per colmare del tutto la differenza ‘demografica’.

Differenza che comunque si sta annullando: confermato anche nelle altre regioni rosse con la vittoria leghista nelle Marche e in Liguria, considerata fino a poco tempo fa l’unica regione nordista quasi rossa.

Ma comunque Salvini deve imparare che la mossa vincente è rivendicare le politiche sociali di una sinistra che non c’è più con le politiche anti-immigrati della destra: questo è il populismo sovranista.




Vox

21 pensieri su “Se il PD esulta per vittoria in Toscana significa che sono finiti”

  1. Stare immobili mentre ti inculano per non fare il gioco del nemico non è una strategia valida a lungo termine. Adesso ne avete di tempo per pensare, avrete anche una mummia nuova a dirigere il traffico per la prossima volta. I risultati sono obiettivamente scadenti. Non che ci si aspettasse di più agli inizi, ma una volta in sella ci si poteva giocare meglio le proprie carte. Si poteva giocare meglio anche con una opposizione più aggressiva. La prateria è a destra.

  2. “Le vittorie, prima che politiche, sono culturali.”: esattamente. Le vittorie politiche sono fini a sé stesse se non si offre un modello culturale alternativo. Ed é il problema che abbiamo in Italia da un cinquantennio, in cui la “cultura” di sinistra di stampo marxista domina incontrastata perché la parte avversa non ha mai offerta un valido modello culturale in grado di contrastarla.

    Abbiamo avuto il centrodestra al governo per ben 13 anni su 25, ma cos’è cambiato ad esempio alla RAI, dove il monopolio della sinistra é evidente? Nessuno, anche perché che modello culturale poteva mai offrire Berlusconi, le cui emittenti televisive da sempre trasmettono contenuti spazzatura? E di esempi di sudditanza culturale alla sinistra dimostrati dalla “destra”, se ne potrebbero citare tanti, non ultimo i ridicoli selfie di Salvini con gli africani.

    1. Esatto. Chapeau. La nostra guerra culturale è stata persa prima ancora di iniziare.

      Non è un caso che al posto di un’unica ala conservatrice (sul serio) ci sia un’accozzaglia di finti sovranisti, figli dei fiori, femministe e liberal-europeisti che hanno in comune solo la voglia di fare le scarpe alla sinistra.

      Poi hai i nostalgici che però non vedono l’aspetto culturale, ma osannano solo l’uso della forza e della violenza fini a sé stesse. Almeno quei due là avevano una visione e cercavano a modo loro di tramandare dei valori.

      1. Scusate, ma la cultura porta progresso, eleva una civiltà…chi è di sinistra appoggia l’opposto e i risultati sono lampanti salvo il fatto che loro vivono la politica come la fede calcistica, tifo la mia squadra anche se sono degli incapaci figli di puttana…Per me il problema non é che la destra non abbia da offrire una visione altrettanto potente e contrapposta quanto che esistono troppe menti di autentica argilla, pmasmabili a piacere e prive di ogni senso critico!Questo dovrebbe essere innato come la cultura stessa, evidentemente l’italia paga ancora il prezzo dell’imbastardimento subito nei secoli.Painter, parli dei nostalgici che osannano la violenza, ma contro l’imbarbarimento scientemente voluto non c’è discorso che tenga, solo le armi possono riportare l’ordine perché senza la volontà ed il pensiero critico questi mai e poi mai torneranno sui loro passi!

        1. No, parlo di violenza fine a sé stessa. Non supportata da nessuna cultura. Una volta che spazzi via il ‘nemico’ ma non hai una cultura di qualche genere che ti supporti, che fai? Cerchi altri nemici finché non trovi quello che ti bastona e si ricomincia da capo.

          I nostalgici di adesso vedono solo quel lato. Prendiamo i neonazi, ad esempio. Non capiscono un cazzo di cosa fosse il nazismo. Al pari della gente ‘normale’ hanno subito il lavaggio del cervello e vedono solo la parte violenta, ignorando tutto ciò che riguardava la rinascita culturale e spirituale di una nazione che era stata messa in ginocchio (appositamente).

          La violenza deve avere un senso e un fine ben preciso, oltre che una durata limitata, altrimenti è solo la legge del più forte e si passa al comunismo che non sa fare altro.

          Alla cosiddetta estrema destra italiana, ma anche europea, mancano del tutto gli intellettuali che riescano a convogliare l’energia in qualcosa di costruttivo. Finché si limitano a inneggiare Baffino e il Bieco, per altro due idioti che hanno sì avuto ragione su diverse cose, ma su tante si sono sbagliati di grosso, a mostrare svastiche e flettere i muscoli non andranno da nessuna parte. La destra conservatrice non è quello (e non deve esserlo visto che nazismo e fascismo sono l’altra faccia della medaglia del comunismo).

          1. Per me il problema é un’altro, il loro “pensiero” se così vogliamo definirlo, si é espanso a dismisura grazie a internet e ai social, questo xché sin dalla loro nascita hanno attirato principalmente i giovani, troppi dei quali hanno subito la propaganda nelle scuole facendola loro.Su internet sono i più attivi e per me questo ha favorito il cosiddetto politically correct, ovvero se non pensi come loro e non dici quello che dicono ti attaccano verbalmente in massa e nelle menti meno forti questo provoca un senso di annichilimento, come se un’intera armata aldilà dello schermo fosse pronta a farti la pelle se non rimangi quello che hai postato.In realtà sono 4 stronzetti invasati ma questo meccanismo ha funzionato e anche chi é di destra a volte non osa utilizzare termini definiti razzisti e fascisti.
            Un nemico simile é subdolo e senza onore e c’è un modo solo x combatterlo.Chi appronta pullmann x portare gli anziani a votare, chi fa politica nelle scuole in veste di insegnante, chi aggredisce l’avversario x impedirgli di esporre le sue idee tu lo combatti con degli intellettuali?

          2. Qua mi sento chiamato in causa. Non penso che la “destra conservatrice” possa essere una soluzione e soprattutto non penso che la “storia” sia quella che ci raccontano. Ovviamente la “violenza” non deve essere il filo conduttore e deve essere limitata a periodi particolari. Tuttavia è assolutamente necessario che gli utlimi non siano dimenticati, anche perchè nella mia immagine utopica dovrebbero essere pochi e selezionatissimi. Non credo come scrive fantonas che internet abbia favorito il discorso classico che si sorbisce a scuola, anzi. E non penso di essere “nostalgico”: credo piuttosto che sarebbe necessario, come penso la maggior parte dei commentatori, un po’ più di ordine e certezza della pena e meno negri a zonzo. Se alle volte tiro fuori un “santino”, siate indulgenti come potevate esserlo con vostra nonna che pregava san Francesco. Ma per favore, non siate depressi nè distruttivi. Ammazzate il morale della truppa. Quindi non scrivete mai di quanto le cose vadano male ma siate propositivi, se potete. Gli sfoghi sono sempre ben accetti e consentiti, ma niente “pillole nere”. Fanno male a tutti e per primi a voi stessi.
            Sursum corda.

          3. @fantonas. No, il pensiero marxista, perché di questo si tratta alla fine, si è diffuso a partire dalle scuole, perché ne sono intrise. Hanno creato generazioni di automi a cui è stato fatto il lavaggio del cervello. Dall’altra parte non esiste un pensiero conservatore da tempo immemore. Non ci sono intellettuali che, al pari di Marx, offrano una via alternativa al pensiero dominante, che difendano valori in cui credere. Prendi ad esempio il Parlamento inglese: è conservatore all’80% eppure continua a sperperare soldi in corsi obbligatori sulla teoria critica della razza, per demolire il privilegio e l’identità dei bianchi in nome della lotta al razzismo. Ti sembra che un vero conservatore permetterebbe una cosa del genere? Da noi hai altrettanti fulgidi esempi: slefie con negri, deliri femministi, bacioni, motti sessantottini, fiori nei cannoni.

            Certo che si combatte anche con gli intellettuali. La guerra non la fai solo con la soldataglia. I picchiatori hanno un loro scopo, ma se non c’è un sistema a supporto si finisce nell’autoritarismo fine a sé stesso, ovvero, come dicevo prima, il comunismo (o il nazismo o il fascismo). Per questo non andate mai da nessuna parte, perché la gente ha PAURA di voi. Prima convincetela con argomenti validi, portatela dalla vostra parte con una cultura sana e condivisibile, poi fate la vostra guerricciola con il pieno supporto. Il contrario non funziona mai.

    1. Per la redazione,sarebbe interessante vedere quanti guardano e approvano i nostri commenti,come nei social,così che non sembri che scriviamo( bene o male)nel vuoto.Grazie e avanti così con il sito,unico per la vera informazione.

      1. Sempre snobbati i social. Mai considerati.
        Non ho idea di quanti leggano o approvino i nostri commenti, non deve importare la cosa.
        Credo che una nuova civiltà il primo insegnamento culturale che debba imparare è fregarsene spesso del giudizio altrui in quanto questa forma mentis è usata molto dal potere dominante che tramite social(che danno illusione di libertà di parola)condizionano se non addirittura, intimoriscono le masse.

  3. Ora il rischio vero è che con la maggioranza parlamentare e facendo due conti, cerchino di rimpinguare il presunto bacino di voti (che non hanno più su base nazionale, ma, sono convinto, anche su base regionale,) con un bel diritto di cittadinanza veloce e quindi di voto a tutti i vari abitanti della savana,delle foreste di mangrovie etc 🇮🇹

  4. Era prevedibile, ed esattamente come per la Bergonzoni, ora lo posso dire senza timore che il commento possa avvilire anche un solo potenziale elettore. Qualcosa avevo accennato comunque: La Ceccardi ha 34 anni, non so se li deve compiere. Praticamente una ragazzina per la politica, non è nemmeno eleggibile in senato. Inoltre, spiace dirlo ma… è donna. Secondo voi i tanti over 50, ma anche over 40, votano con piacere una donna tanto più giovane? Qualcuno ci sarà pure, in termini numerici migliaia, ma sono convinto che se andassimo a fare un sondaggio vorrebbero un candidato uomo, 45-55enne, con le palle d’acciaio.
    Perché raramente viene offerto questo candidato che sarebbe premiato dal popolo, come è capitato a Bonaccini per la sinistra?
    Non capisco, Acquaroli a destra ha dovuto camminare col passo felpato ad ogni sillaba per schivare le accuse di ‘fascismo’, che comunque gli sono arrivate.
    Rispedire al mittente con forza ed anche un po’ arroganza, questo si deve fare, alimentare lo scontro, perché questi sono troppo abituati a colpire un muro di gomma che si piega per non spezzarsi.

  5. I 5 stelle prendono zero alle amministrative e sono vincitori,il PD perde due Regioni rosse di seguito,Umbria e Marche,più la Calabria che era sua,ed è vincitore,la destra tiene alle grande le sue e governa 15 Regioni, ed è perdente.Incredibile….

  6. Margaret Tatcher è una donna, Angela Merkel è donna eppure hanno/ha potere. Io penso che purtroppo le regioni comuniste, perché sono da decenni così, non votino in base al sesso del candidato, quanto piuttosto se si legano o meno, vedasi sardine.
    Ad ogni modo il buonismo, in quanto fenomeno umano, sarà destinato a fallire, spero gi domani, perché privo di fondamento, di rispetto per le persone e le cose, insomma una dittatura

  7. La toscana piano piano si sbiadisce sempre di più….Come in Liguria dove il PCI/PDSD/PD ha governato ininterrottamente dal 1945 fino al 2015.Prima il sindaco di genova,poi la regione con Toti.E finalmente la Liguria ha voltato pagina abbandonando il comunismo.La stessa cosa avverrà in toscana.E’ solo una questione di tempo.Tra destra e sinistra c’è già una differenza quasi irrisoria.Hanno fermato Salvini.Per ora.

  8. la toscana sono le bache di licio gelli ……l’emilia-romagna è solo bologna exclave dello stalinismo piu brutale!

    Alla Lega devono legge i risultati come se fosse una guerra!

    Basta sorrsi, social, e poi distruggere tutte le checce caccole i rai-PD-news, skyPD24, il rattoquotidiano etc etc quanti ce ne sono ancora

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