Immigrati si prendono casa sua e la deridono: “Tanto non ci puoi cacciare”

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“Tanto non ci puoi cacciare”. Il Giornale racconta la vicenda di un proprietario di casa che non riesce a liberarsi di un gruppo di bangladesi a cui ha affittato casa.

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Come ci ha raccontato Piera, a volte una situazione del genere può diventare una vera e propria “gabbia”: “Il mio inquilino entrato il 2 gennaio 2020, lavoratore del Bangladesh in Italia da 30 anni, sempre dipendente dello stesso datore di lavoro che lo ha raccomandato, non ha pagato gli affitti da marzo e ha deciso autonomamente di utilizzare il deposito cauzionale per coprire alcune mensilità. Ha messo in un bilocale 8 persone e vi ha chiesto la residenza per tutti, benché nel contratto fosse autorizzato solo per tre persone di famiglia,il suo avvocato ha scritto che sarebbe uscito il 30 giugno ma a luglio ha ridato disdetta per il 31 dicembre. Ha tre minori in casa iscritti a scuola nel quartiere, casa arredata distrutta, quindi non andrà via. Mi ha detto: “Tanto gli sfratti sono bloccati e comunque anche mi desse lo sfratto prima che esco ci vogliono anni. Questa è la nostra legge“.

Ma non finisce qui. C’è Aldo che da mesi non incassa l’affitto che dovrebbe pagargli il suo inquilino albanese. Ha deciso di scriverci e di raccontarci cosa sta accadendo a casa sua: “Il mio inquliino di origine albanese con tre figli che vanno a scuola ha smesso di pagare sia le quote condominiali che le quote di affitto dicendo che ha perso il lavoro e che il comune gli assegnerà una casa. Nel frattempo a seguito covid ha un posto sicuro dove abitare fino a dicembre e poi ci scommetto che il giudice gli darà anche qualche proroga pur avendo iniziato la pratica di sfratto all’inizio anno 2020”. Poi lo sfogo duro: “Il proprietario è obbligato a pagare sia le tasse sull’immobile che le tasse su di un reddito che non percepisce più finche il giudice non emette la sentenza. Così si perde di fatto la proprietà”. Poi c’è anche chi era riuscito quasi a vincere la propria battaglia ed è rimasto fregato dalla proroga Covid. Riccardo ha un inqulino straniero dello Sri Lanka e racconta: “Dopo una infinità di solleciti e di false promesse nel giugno 2019 ho deciso di adire le vie legali. Il colmo della vicenda è che l’inquilino si è trasferito in altra città lasciando la residenza nel mio appartamento ed ha sublocato lo stesso, contravvenendo ai vincoli contrattuali, ad altri suoi connazionali extracomunitari che pagano il canone di affitto a lui. L’esecuzione dello sfratto sarebbe dovuta avvenire il 10 gennaio 2020 ma per le lungaggini dell’ufficio notifiche del Tribunale sono incappato nelle proroghe per il Covid per cui se va bene avrò perso 3 anni di canone di locazione, avrò pagato 3 anni di spese condominiali, avrò pagato le spese legali e riavrò l’appartamento distrutto. È giustizia questa?”.

Hai affittato al ‘migrante’ favorendo così l’invasione del tuo Paese per guadagno personale? Cazzi tuoi.

Senza contare che mettendo otto persone in un bilocale hai speculato rendendo più difficile alle famiglie italiane trovare casa e fare bambini. E hai anche favorito la diffusione del coronavirus.




Vox

8 pensieri su “Immigrati si prendono casa sua e la deridono: “Tanto non ci puoi cacciare””

      1. Purtroppo ti sbagliavi.
        Sai quanti italioti ci sono che ossessivamente ti dicono che gli immigrati sono cosa buona e giusta perche fanno quei lavori che gli italiani non vogliono piu fare…

        Sono i peggiori, questi sono come le donne nostrane, che fanno le bastarde con gli italiani, ma quando incontrano un afroislamico si sottomettono, tipo quella ritornata dal kenya.
        Madre natura fara’ il suo corso, selezione naturale.
        Non hanno ancora capito che questi vengono per imporci le loro usanze..

        1. “fanno i lavori che gli italiani non fanno più”… Questa mentalità l’ho già sepolta negli anni ’80.
          Questi leccando sindacati, coop rosse e sinistre varie si imboscano nei posti migliori e un giorno saranno i superiori dei figli dei buonisti e magari gli faranno pulire pure i cessi.

  1. Sempre a proposito di affitti a stranieri, caro Vox, io vedo proliferare associazioni con a capo i vari “ciaparat” di paese che rilevano immobili in vecchi quartieri e ci infilano immigrati.

    I poveri residenti, spesso anziani, giorno dopo giorno vedono crescere popolazione allogena nel silenzio di giornali e opinione pubblica.

  2. Io metterei un’imposta sugli affitti di case ad extracomunitari. Magari incentiverebbe gli affitti in nero, e su questo andrebbero eventualmente inasprite le pene sul proprietario dell’immobile.

    “Hai affittato al ‘migrante’ favorendo così l’invasione del tuo Paese per guadagno personale? Cazzi tuoi.”: appunto, e chi lo fa è un gran pezzo di m**da. Ne ho a piacere quando, soprattutto gli africani, gli devastano gli interni dell’immobile.

  3. A Mestre alcuni zingaroni anni fa hanno occupato un alloggio…Per alcuni mesi non c’è stato nulla da fare.Avvocati,giudici,spese,bollette,tasse e mancato affitto.Alla fine il proprietario di casa si è rivolto a qualcuno…Sono andati la in due,e nel giro di un’ora gli zingaroni se ne sono andati via.Il tutto senza giudice e senza avvocati.Con una spesa irrisoria.

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