BRECCIA DI PORTA PIA: DOPO 15 SECOLI E’ ORA DI ANDARSI A PRENDERE IL VATICANO

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«La nostra stella, o Signori, ve lo dichiaro apertamente, è di fare che la città eterna, sulla quale 25 secoli hanno accumulato ogni genere di gloria, diventi la splendida capitale del Regno italico.»
(Camillo Benso, conte di Cavour, discorso al Parlamento del futuro Regno d’Italia)

Alla fine non è andata proprio così, perché gli uomini sono esseri imperfetti, ma quel 20 settembre di 146 anni fa Roma tornò ad essere quello che era sempre stata, la capitale degli Italiani.

Sia chiaro: come per l’Unità d’Italia in senso complessivo, anche l’italianità di Roma precede la sua ‘formalizzazione’ di secoli. L’Italia è l’ultimo dei grandi Stati europei a nascere come tale, ma il primo ad esserlo etnicamente e culturalmente, almeno dall’epoca di Augusto.

brecciapia

Come per tutta l’epopea delle guerre di Indipendenza che ‘fecero’ l’Italia come Stato, anche la breccia di Porta Pia non è esente da interessi che oggi definiremmo progressisti, che vedevano nella fine del potere temporale della Chiesa l’opportunità di abbattere i valori tradizionali: ma quando hai un obiettivo grande, finisci per trovare compagni di strada coi quali non condividi gli ideali successivi.

Quindi siamo consapevoli che la presa di Roma fu, anche, una rivolta di settori progressisti della società contro la cultura tradizionale, ma l’Italia valeva il rischio. E dovrebbe fare riflettere i Bergoglio di turno: se un paese profondamente cristiano come l’Italia fu in grado di abbattere il potere del Papa in nome di ideali più grandi, potrebbe rifarlo.

Ma la Breccia di Porta Pia non è stata compiuta. Un tumore è presente nel corpo della Patria. Un tumore che sta uccidendo anche il Cristianesimo.

Vi dico che non è lontano il giorno in cui si aprirà una nuova breccia sulle mura del Vaticano. Sarà un bene per l’Italia. Sarà un bene ancora più grande per il Cristianesimo.

Lì, sotto il Vaticano, prima delle spoglie di Pietro, riposano le ossa dei nostri avi latini.

Non dobbiamo permettere che degli stranieri utilizzino il cuore dell’Italia per distruggere l’Italia attraverso l’immigrazione.




Vox

11 pensieri su “BRECCIA DI PORTA PIA: DOPO 15 SECOLI E’ ORA DI ANDARSI A PRENDERE IL VATICANO”

  1. «La nostra stella, o Signori, ve lo dichiaro apertamente, è di fare che la città eterna, sulla quale 25 secoli hanno accumulato ogni genere di gloria, diventi la splendida capitale del Regno italico.»

    Non resta che a noi renderla prospera e felice.

  2. Lo Stato Pontificio non sarebbe mai dovuto esistere, se non altro perché ha impedito l’unificazione della nostra penisola, e l’ha condannata per secoli sotto il giogo delle potenze straniere continentali come Austria, Francia e Spagna. Che poi, una teocrazia cristiana che usava la religione per far politica é totalmente contraria a ciò che disse Gesù, ovvero “il mio Regno non è di questo mondo”. L’articolo, con una obiettività esemplare, dice chiaramente che dietro l’azione patriottica della Presa di Roma, si nascondeva in realtà l’iniziativa della massoneria di distruggere il Cristianesimo. Quella stessa massoneria che fece la rivoluzione giacobina in Francia nel 1789, che fu soprattutto una rivoluzione anticristiana, come dimostra la strage della Vandea, la più zona più cattolica del paese.

    Mussolini quando fece i Patti Lateranensi con Papa Pio XI, non poteva certo immaginare che la massoneria si sarebbe infiltrata anche nel Vaticano, che con il CVII ha avviato quel processo di autodistruzione che l’Argentino sta portando a conclusione. Ecco perché i Patti del 1929 vanno necessariamente stracciati, perché la Chiesa attuale é tutto fuorché cattolica. Ecumenica, immigrazionisra e filoislamica, per cui una nuova Breccia di Porta Pia a 150 anni di distanza, é necessaria. Oggi come oggi un vero cattolico deve essere anticlericale.

    1. Sono d’accordo, ma cosa facciamo? Eliminiamo lo Stato unitario italiano e torniamo alle divisioni pre-1861?

      Indubbiamente il Risorgimento mette in crisi chi è cattolico e patriota contemporaneamente. La nazione italiana è nata cinque secoli prima dello Stato che la rappresenta, ma la sua unificazione politica è stata impedita dalle potenze straniere confinanti, spesso e volentieri chiamate dallo Stato Pontificio. La presenza di una teocrazia cattolica nella nostra penisola è stata una sciagura. Al Papa non occorre avere il potere temporale per diffondere il Vangelo, basta quello spirituale. E sarebbe meglio che il Papa invece di essere un capo di Stato sia il capo spirituale di ogni Stato laico a maggioranza cattolica, tra cui il nostro.

  3. Già allora c’erano le notizie false. La foto centrale è un falso storico. Il 20 settembre i cannoni non spararono contro la Porta,dove si vede il cumulo di mattoni che sono stati messi lì a bella posta, per fare impressione.
    La foto vera della zona di sfondamento delle mura aureliane è quella a desta della frase che inizia con “Il 12°e il 41° bersaglieri”: si vede il tratto interessato dal conflitto, marcato da una freccia bianca.
    Andatevi a cercare su internet a chi fu dato l’incarico di sparare il primo colpo.
    A me risulta anche che quel giorno ci furono stupri a danno della popolazione, incluse alcune suore.
    E non c’era la folla oceanica ad accogliere con le bandierine i “liberatori”. Non c’è nessuna foto, perché nessuno, a Roma, esultò.

  4. “L’Italia è l’ultimo dei grandi Stati europei a nascere come tale, ma il primo ad esserlo etnicamente e culturalmente, almeno dall’epoca di Augusto.” cosa ci fosse di omogeneo in un territorio che per un millennio è stato terreno di conquista Vox solo lo sa. Così omogeneo che nessuno parlava neanche la stessa lingua. Figurarsi la” cultura”

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