Il mondo della sinistra: in mascherina e senza mutande, la ‘rivolta’ delle minigonne

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Azzolina, invece dei banchi a rotelle, potrebbe mettere direttamente dei bei pali da lapdance.

La rivolta delle minigonne arriva anche in Italia. Per la precisione al liceo Socrate di Roma, dove le studentesse hanno deciso di ribellarsi alla vicepreside, che avrebbe invitato le alunne a non indossare abiti succinti. “Meglio non indossare la minigonna in classe, perché poi ai professori ‘cade l’occhio'”. Questo avrebbe detto l’insegnante, ma le sue parole non sono state digerite affatto dalle liceali. Al quarto giorno dopo la ripresa delle attività didattiche, infatti, le ragazze sono salite in cattedra, tutte in gonna, a gambe scoperte. Ricalcando la protesta delle studentesse francesi, cui era stato imposto un abbigliamento corretto da parte delle scuole.

La vicepreside dell’istituto avrebbe dato questo consiglio a più di una studentessa dell’ultimo anno. “Colpa” anche della mancanza dei banchi monoposto ordinati per far fronte all’emergenza Covid. “I banchi non sono ancora arrivati, quindi sedute sulle sedie si vede troppo e catturano l’attenzione da parte dei professori maschi”, questo sarebbe stato il ragionamento.

“I nostri corpi non possono essere oggettificati, non possiamo prendere la colpa per gli sguardi molesti degli insegnanti maschi – si legge tra i messaggi che circolano nel liceo firmati dal gruppo di studentesse “Ribalta femminista”. E così è partita la protesta. Sono stati appesi nei corridoi del liceo anche diversi cartelli di denuncia contro il sessismo. Intanto il preside ha spiegato che al Socrate non esiste un dress code e che perciò farà degli accertamenti. E’ intervenuta anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha “chiesto un approfondimento immediato”.

Le scuole stavano meglio chiuse. Vanno invece riaperti i manicomi. A queste deficienti, che se lo chiedessero i musulmani si metterebbero anche il burqa, va insegnata la differenza tra libertà ed esibizionismo.

Il diritto delle donne non è mostrare le mutande a scuola.




Vox

10 pensieri su “Il mondo della sinistra: in mascherina e senza mutande, la ‘rivolta’ delle minigonne”

  1. Gli sguardi molesti… Andate a fare in culo femministe.
    Se non ci fossero quegli sguardi ‘molesti’ e se tutti i maschi, compresi i bruttini e deficienti che tirano la carretta di voi pseudo influencer da 4 soldi, sareste a battere sul marciapiede sperando di riceverlo qualche sguardo.

  2. Non capisco perché se ad un uomo cade l’occhio sulla scollatura di una donna con un bel seno, anche per la sola occhiata, meriti di essere umiliato e passare per un porco o per un animale.
    L’importante è che locchiata sia dara con discrezione senza eccessiva insistenza.
    Però anche se disvreto, secondo queste femministe, un uomo passerebbe per pervertito.

    Che poi so che la donna tende più ad esser esibizionista.

  3. Dovrebbero essere così tutti i licei. Altro che aver vissuto una adolescenza con ste puttane che se la tiravano peggio della madonna. Adesso si che mi divertirei. Altro che studiare. Sta scuola di merda. W LA FIGA. Tira una riga se sei d’accordo e se non lo sei fattelo ficcare in culo.

  4. ma va queste baldracche sono le prime che bivaccano ignude su pornhub, hanno account su xhamster di cvlo che si fan chiavare da muhammed o yussef del mali!

    Senza i social i deliri mefitici di questi celobrelese spastiche in perenne colite di trojate non esisterebbero!

    vivono per i social e i social ringraziano!

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