Tribunale Milano libera sgozzatore di donne e condanna chi fa il saluto romano al cimitero

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Ognuno dovrebbe poter salutare i propri cari come vuole, senza che deficienti lo segnalino ad altri deficienti. Almeno in democrazia. E poi, già la Cassazione ha spiegato che il saluto romano non è reato, altrimenti dovremmo arrestare Giulio Cesare. Ma i giudici del Tribunale liberano lui:

CLANDESTINO SGOZZA ITALIANA, GIUDICE LO ASSOLVE: “IN QUEL MOMENTO NON CAPIVA”

E condannano chi fa il saluto romano.

Cinque condanne per apologia di fascismo per il saluto romano alla commemorazione per Sergio Ramelli a Milano, organizzata il 29 aprile 2019 nell’anniversario della morte dell’esponente del Fronte della Gioventù morto, a soli 18 anni, il 29 aprile 1975, dopo essere stato brutalmente aggredito a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia.

Il gup di Milano ha condannato tra gli altri a un mese e 10 giorni in rito abbreviato Gianluca Iannone, fondatore e presidente di CasaPound Italia, e Francesco Polacchi, editore di Altaforte Edizioni, e ha disposto il rinvio a giudizio per gli altri indagati, circa una ventina.

Il 13 settembre 2019 erano stati assolti in appello i 16 imputati accusati di apologia di fascismo per una analoga manifestazione per Ramelli risalente al 2013. La decisione della IV Sezione della Corte d’Appello di Milano ribaltò la decisione presa in primo grado dal Tribunale, che aveva condannato gli imputati, tra cui diversi esponenti di Forza nuova e CasaPound (oltre al cantante e scrittore Federico Goglio, in arte Skoll), a un mese di reclusione, 250 euro di multa e un risarcimento di 12mila euro all’Anpi.

“La condanna inflittami dal tribunale di Milano la ritengo tendenzialmente sbagliata e quindi ricorrerò in appello” dice all’Adnkronos Francesco Polacchi.

“La Cassazione ha riconosciuto che fare il saluto romano durante le cerimonie funebri è un elemento di commemorazione e non un gesto politico – aggiunge – per questo faremo ricorso in appello”.




Vox

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