Prete sgozzato, tunisino confessa: “L’ho fatto per non essere rimpatriato”

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Il tunisino che ha ucciso ieri mattina don Roberto Malgesini a Como «ha ammesso le proprie responsabilità in ordine all’omicidio e ne ha descritto dinamica e movente, quest’ultimo, allo stato, esclusivamente riconducibile al convincimento di essere una vittima di un complotto che ne avrebbe determinato il rimpatrio in Tunisia». Voleva evitare il rimpatrio.

Il delirio di questa prima pagina in cui si invita, di fatto, a farsi ammazzare in nome dell’invasione:

E poi, di grazia, si può anche decidere di farsi ammazzare in nome della propria perversione del Cristianesimo, ma questi mettono in pericolo anche la vita degli altri in nome della propria follia accogliona. Il futuro di un’intera civiltà.

Ma intanto si apprende che il clandestini che veniva ospitato in parrocchia da prete e Caritas, noto per diversi reati e che doveva essere espulso da anni mentre veniva illegalmente mantenuto dalla Chiesa di Bergoglio, ha sgozzato don Malgesini perché, così, non verrà mai rimpatriato.

Per lui carcere gratis. Per pochi anni. E poi farà come tanti altri assassini: mezza pensione, con notte in carcere e il giorno a spasso.




Vox

2 pensieri su “Prete sgozzato, tunisino confessa: “L’ho fatto per non essere rimpatriato””

  1. C’è un senso di bizzarro nella motivazione e nel delitto compiuto: avrebbe infatti potuto uccidere qualcun altro invece del sacerdote che lo aiutava, magari il primo che passava per la strada. Eppure ha scelto lui. E il cerchio si chiude…. …meglio così, se avesse ammazzato un vostro parente o amico per i motivi che ha confessato, cosa avreste fatto?

  2. Ha ucciso il prete perché era cristiano (almeno credeva così). In realtà andare contro le leggi che proteggono i deboli dai criminali e non aiutare per primi i fratelli cristiani è una colpa gravissima per un vero credente.
    Il tunisino ha fatto jihad.

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