Prete anti-Salvini ucciso da clandestino: portava tè e biscotti ai clandestini

Condividi!

Tragedia dell’accoglionenza.

L’aggressione, come riporta La Provincia, è avvenuta poco dopo le 7 di mattina sotto la casa dove il sacerdote abitava, davanti alla parrocchia. Don Roberto è stato trovato steso a terra con una profonda ferita da arma da taglio, ma è stato inutile il soccorso dell’ambulanza. La polizia scientifica ha ritrovato non lontano dal corpo un coltello insanguinato, probabilmente l’arma del delitto.

VERIFICA LA NOTIZIA

E’ stato ammazzato da uno dei tanti clandestini a cui, la mattina, portava tè e biscotti e che, proprio grazie a questo, rimanevano in città.

Don Roberto era diventato noto non solo in città alla fine dell’anno scorso quando il sindaco Mario Landriscina, Lega, aveva vietato di sollazzare i circa 150 clandestini che si rifugiano nel centro cittadino. La Caritas aveva protestato per questo divieto e don Roberto e gli altri volontari avevano continuato, nonostante il divieto, ogni mattina a preparare té, biscotti e panini da distribuire ai clandestini. Come stamattina.

E uno di loro lo ha ucciso. Così muore un accoglione.




Vox

15 pensieri su “Prete anti-Salvini ucciso da clandestino: portava tè e biscotti ai clandestini”

  1. Visto quanto successo, questa triste morte poteva essere evitata, se si fosse dato retta al Sindaco Leghista. C’è poco da fare, il pericolo sarà sempre più grave, finché andranno in mare a salvare queste persone da cui ci dovremo salvare in futuro.

  2. la delinquenza e i crimini degli italiani sono purtroppo inevitabili e possiamo solo rimediare con certezza della pena e suddetta pena esemplare (magari…), ma quelli dei clandestini sono tutti delitti voluti dai terzomondisti che hanno le mani grondanti sangue. Dal cretino che vota PD al politico di carriera, al tonacato arcobaleno, sono tutti responsabili dei morti, delle rapine, degli scippi, dei furti, dei pestaggi, dello spaccio e degli stupri da parte di bestie che non hanno nessun diritto né titolo per stare in Italia.

  3. Che la sua morte possa servire per scoraggiare i cooperanti delle coop rosse e per i volontari della Caritas che dissipano il loro tempo libero per covare serpi in seno.
    In generale per coloro che credono di estrarre valore – od anche solo riconoscenza – da questa inutile feccia che vuole solo accedere, con onere a carico nostro, ai benefici del welfare dei Paesi civilizzati.

Lascia un commento