Ong SeaWatch, Ammiraglio De Felice: “Germania non ritira bandiera tedesca”, è guerra aggressione all’Italia

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“Dopo le lettere aperte all’Ambasciatore tedesco, ho scambiato con il dottor Ole Grogro dell’Ufficio politico di Roma il reciproco punto di vista sui doveri dello Stato di Bandiera delle navi ONG Sea Watch 3, Sea Watch 4 e Louise Michel Bansky. Mi è stato confermato la volontà politica del Governo tedesco di non ammainare la bandiera da quelle navi”.

Così in una nota l’ammiraglio di divisione (ris) Nicola De Felice che continua: “Il Regolamento UE di Dublino assegna alla Germania la responsabilità morale e giuridica dei reati commessi da quelle navi e dell’asilo dei migranti illegali a bordo delle stesse: al diplomatico tedesco ho chiarito che non vi sono limitazioni di natura tecnica per portare i clandestini in Germania con ponte aereo da Lampedusa o da Malta, da finanziare a cura della Chiesa Evangelica o del Governo tedeschi. In alternativa, con solo tre giorni di navigazione con sbarco a Marsiglia e sei ore di Pullman per il confine tedesco”.

De Felice conclude: “Il Governo tedesco non si preoccupa di sapere che i clandestini sono per la maggior parte bengalesi, dopo i tunisini. Solo un’organizzazione criminale può trasferire dal Bangladesh in Africa e quindi in Europa questi illegali che pagano anche 30.000,00 euro a persona. Non è il soccorso che si mette in dubbio, ma la complicità con i mercanti di esseri umani. Prevedo proteste da parte dell’opinione pubblica italiana ».




Vox

3 pensieri su “Ong SeaWatch, Ammiraglio De Felice: “Germania non ritira bandiera tedesca”, è guerra aggressione all’Italia”

  1. https://www.analisidifesa.it/2020/09/libano-e-mediterraneo-la-politica-estera-italiana-allo-sbando-il-premier-conte-a-beirut-fuori-tempo/

    Il problema è tutto qui signori miei, ed ancora devo leggere alcuni sedicenti ‘patrioti’ che si scagliano contro le spese per la difesa. Noi non solo dobbiamo considerare la difesa una spesa prioritaria ed irrinunciabile, ma dobbiamo rispondere con fermezza all’aggressività dei nostri nemici, anche correndo il rischio -orrore per qualcuno- di arrivare allo scontro armato.
    Le forze armate non sono lì per fare le parate, a parte che non fanno neanche quelle ormai, e nemmeno le crocerossine o i ballerini delle hit del momento, o i donatori di caramelle.
    Possono anche farle queste cose, forse, ma compito prioritario è combattere o almeno essere pronti ad esserlo e credibili nella deterrenza che possano farlo se minacciati nei nostri interessi.

  2. Vallo a spiegare ai deficienti della strada. La violenza e la guerra saranno anche orrende, ma talvolta non c’è altra soluzione e mostrare debolezza incita solo alla sopraffazione. E alla fine porta comunque a uno scontro. Paritur pax bello, come dicevano quelli, che sulla natura umana avevano già capito tutto quello che c’era da capire.

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