Delirio Caritas di Como dopo assassinio prete: “Dobbiamo aiutare di più i clandestini”

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La Caritas vuole altri morti e diffonde notizie false:

Come sappiamo, invece, le autorità di Polizia hanno smentito sia un ‘pazzo’. E’ un clandestino, delinquente, probabilmente frequentare del tè con biscotti che la Caritas locale forniva a qualche centinaio di clandestini delinquenti che infesta la città di Como. Nonostante i divieti. E a quest’attività illegale partecipava anche la povera vittima.

La Caritas deve essere indagata perché con le sue attività pro-immigrazione rende le nostre città più pericolose.

In una fase come questa essere accoglioni è un crimine. Perché non mette a rischio solo la vita di chi, come don Roberto Malgesini, si affannava a portare i biscotti ai clandestini, ma anche chi dei clandestini se ne fotte e, anzi, li vorrebbe fuori dai coglioni.

Una misera minoranza di invasati mette a rischio la vita di tutti: associazione a delinquere.




Vox

8 pensieri su “Delirio Caritas di Como dopo assassinio prete: “Dobbiamo aiutare di più i clandestini””

  1. Certo e noi adesso si diventa il manicomio di tutti i dementi e pazzi scatenati africani… secondo quello che vorrebbero loro.
    Perchè non se ne vanno in Africa e li curano lì a loro spese, quelli della Caritas, invece di romperci gli zebedei?

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